lunedì, ottobre 20, 2008

ORA BASTA!

La manifestazione di venerdì 17 ottobre 2008 a Milano ha visto rinascere la speranza di potersi riappropriare di un futuro che è e deve essere nostro.
Ho sfilato al fianco degli studenti universitari e ho potuto rivedere, dopo parecchi anni, la voglia e la rabbia di questi grandi giovani di voler costruire una società nuova, che li possa vedere protagonisti, e non marionette da usare ad uso e consumo da parte dei potenti di turno.
Abbiamo gridato senza paura di nessuno la verità di come stanno le cose.
Abbiamo gridato il nostro NO a regalare i nostri soldi alle banche per rimediare alle loro crisi.
Abbiamo gridato al governo il nostro NO alle loro riforme di aumento dello sfruttamento, ai loro tagli all’istruzione pubblica per demolirla.
Abbiamo gridato il nostro NO alle propagande fasciste fatte di grembiulini, voti in condotta e classi per stranieri.
Abbiamo gridato il nostro NO alle ultime dichiarazioni del ministro del Welfare Sacconi di voler riformare il diritto di sciopero.
Abbiamo gridato il nostro NO alle università controllate dai rettori e dai docenti, senza nessuna possibilità per gli studenti di interferire nelle decisioni che li riguardano in primis.
Abbiamo gridato il nostro NO a una classe politica mafiosa e corrotta di destra e di sinistra che non ci rappresenta e ci tiene sempre più schiavi del loro sistema.
Abbiamo gridato il nostro NO ai loro pacchetti sicurezza fatti per impaurire le persone e per controllare meglio i loro traffici mafiosi e camorristici.
Abbiamo gridato il nostro saluto al fratello Abba ucciso ferocemente da pazzi criminali.
Abbiamo gridato il nostro saluto al giornalista Roberto Saviano, esempio di coraggio come pochi ormai in Italia.
Abbiamo gridato il nostro NO ad una classe giornalistica leccapiedi e serva dei padroni.
E con noi hanno sfilato i lavoratori del pubblico impiego, le maestre e i maestri delle elementari con i loro bambini. Mancavano molti docenti, in particolare quelli universitari, e questo fa male, è un male perché non è possibile che coloro che dovrebbero essere gli educatori e sostenitori di questi ragazzi si facciano da parte in momenti di crescita come questi. E’ in particolare su queste tematiche che dovrebbero confrontarsi con i loro studenti e non nascondersi miseramente dentro le mura di un’aula.
Siamo stanchi, vogliamo che la gente si riprendi tutto quello che le hanno tolto, a partire da una coscienza che sembra che si sia nascosta tra lo sconforto e le fatiche quotidiane.
Vogliamo ricominciare a ricostruire un nostro futuro partendo dal basso, partendo dagli studenti e dai lavoratori che non hanno ancora la mente imbalsamata dal loro sistema.
Vogliamo avere un Paese dove la cultura sia libera da controlli e sia gratuita.
Vogliamo una cultura democratica che ci possa far crescere, che ci renda responsabili e ci offra le possibilità per decidere quali dovranno essere le scelte da fare per migliorare il nostro Paese e non che ci indottrini per un mondo del lavoro fatto su misura per robottini al servizio dei padroni.
Vogliamo dei salari dignitosi e un lavoro sicuro per noi e per coloro che nasceranno.
Siamo stanchi di menzogne e di essere dei personaggi co-storici, vogliamo fare la storia, la nostra storia: ORA BASTA!