E' morto ieri a Reykjavik in Islanda Bobby Fischer. Aveva 64 anni.
Passato alla storia per la vittoria sul russo Boris Spassky nel 1972 proprio a Reykjavik, negli ultimi anni si era contraddistinto per le sue decise e coraggiose prese di posizione contro la politica estera statunitense.
Nel 1992 aveva giocato la rivincita nella Jugoslavia già sotto l'embargo sgretolatore, vincendo nuovamente. In quanto cittadino statunitense, il governo Usa gli aveva proibito di partecipare all'iniziativa; successivamente è stato incriminato per avere violato l'embargo e rischiava, se fosse tornato negli Usa, fino a dieci anni di carcere. Per questo si oppose alla estradizione negli Usa e chiese asilo politico in Islanda.
Definì gli attacchi di New York dell'11 settembre come una "notizia meravigliosa".
Di origine ebraica, è sempre stato profondamente anti-sionista (e non "anti-semita" come scrive qui sotto la russa Novosti...).
Dopo l'11 settembre in un'intervista dichiarò: "A nessuno importa... [che] Stati Uniti e Israele abbiano massacrato i Palestinesi per anni", aggiungendo che gli Usa avrebbero dovuto essere "distrutti" se non avessero cambiato la loro politica estera.


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