giovedì, giugno 28, 2007

Vittoria di Cuba nel Consiglio dei Diritti Umani

Dichiarazione del Ministero degli Esteri
Il Consiglio dei Diritti Umani, alla conclusione del suo quinto periodo di sessioni, a Ginevra, ha deciso di interrompere l’incarico della denominata Rappresentante personale dell’Alta Commissaria dei Diritti Umani per Cuba, facendo terminare così la manipolazione da parte del governo degli Stati Uniti sul tema di diritti umani contro il nostro paese.
Questa decisione dell’organismo, che rimpiazza la screditata Commissione dei Diritti Umani, costituisce una storica vittoria nella lotta del nostro popolo per far valere la giustizia e porre fine all’esercizio anticubano che gli Stati Uniti hanno concepito precisamente come pretesto per mantenere ed esacerbare la loro politica genocida e d’aggressione contro Cuba.
Con questa decisione il Consiglio dei Diritti Umani riconosce il carattere ingiusto, selettivo e discriminatorio delle azioni che per due decenni sono state perpetrate contro il nostro paese e un rotondo basta alle risoluzioni e ai meccanismi che il governo nordamericano è riuscito ad imporre nella discutibile ex Commissione dei Diritti Umani (CDU), con le minacce, i ricatti e le manipolazioni.
Il sostegno degli integranti del MNOAL, il Movimento dei Paesi non allineati e degli altri paesi del Terzo Mondo è stato essenziale per ottenere questo risultato. Ora i paesi della Unione Europea, alleati permanenti della CDU, non hanno altra opzione che accettare l’interruzione del disprezzabile mandato contro Cuba, come unica via per cercare di dare credibilità al Consiglio, il cui primo anno di vita si compie in questi giorni.
Questo risultato costituisce un atto di imprescindibile giustizia per l’agguerrito e generoso popolo cubano, i cui figli hanno contribuito alla scomparsa del colonialismo e della apartheid in Africa e che oggi si offrono modestamente e disinteressatamente alla realizzazione dei diritti umani di milioni di persone nei più di 100 paesi ai quali oggi giunge la solidarietà di circa 42 mila medici, infermiere e allenatori sportivi, ingegneri e tecnici cubani, in un atto di giustizia con un popolo che oggi prepara gratuitamente nelle sue università almeno 30 mila giovani di 118 paesi ed ha reso la vista a quasi 700 mila persone di 31 paesi.
Costituisce un riconoscimento al prestigio e al lavoro di Cuba e della sua Rivoluzione, la cui innegabile opera nella promozione e la protezione di tutti i diritti umani per tutti, la creazione di una società sempre più giusta, più ugualitaria, più umana, non può essere ignorata o tergiversata.
È un meritato riconoscimento alla difesa cubana degli interessi del Terzo Mondo, alla sua denuncia e resistenza di fronte alle pretese di domini imperiale degli Stati Uniti, a quella Cuba che, per i suoi meriti, è stata eletta membro fondatore del Consiglio dei Diritti Umani con 135 voti, più dei due terzi dei membri dell’Assemblea Generale della ONU, nonostante le pressioni del governo degli Stati Uniti e della Unione Europea, che avevano operato attivamente contro la candidatura cubana.
È il risultato del processo di costruzione istituzionale del Consiglio recentemente concluso, che nonostante le carenze e deficienze che ha tuttora l’organismo, è favorevole ai paesi del Terzo Mondo, organizzati e agglutinati dal MNOAL, con la presidenza di Cuba. Il movimento ha svolto un attivo ruolo ed ha ottenuto che l’agenda del Consiglio oggi includa elementi di speciale importanza per i paesi del sud, come la situazione dei diritti umani in Palestina e i territori arabi occupati, il diritto allo sviluppo e la discriminazione razziale, la xenofobia.
Adesso dovremo vedere se i paesi industrializzati che hanno usato la vecchia CDU come strumento per cercare d’imporre il loro concetto e la loro visione politica, saranno disposti realmente a lavorare sulla base dei principi di universalità, imparzialità, obiettività, non selettività, dialogo costruttivo e cooperazione, evitando doppie facciate e la politicizzazione che avevano portato al disprezzo della criticabile Commissione dei Diritti Umani che era trasformata in un tribunale inquisitore dei paesi del sud.
Cuba, che nella sua qualità di presidente del Movimento dei Paesi non Allineati ha disimpegnato un importante ruolo in questo processo, continuerà a combattere in difesa della verità della nostra sovranità e degli interessi dei paesi del Terzo Mondo.
L’Avana, 19 Giugno del 2007 – "Anno 49 della Rivoluzione"

Le lotte di Vilma

da digital granma internacional
http://www.granma.cu/italiano/2007/junio/juev21/le-lotte-di-vilma.html

Le riflessioni di Fidel

Le lotte di Vilma

Vilma è morta. Anche se attesa, la notizia mi ha colpito fortemente. Per puro rispetto al suo delicato stato di salute non l’avevo mai menzionata nelle mie riflessioni. Oggi, più che mai, l’esempio di Vilma è necessario. Aveva dedicato tutta la sua vita alla lotta per la donna quando a Cuba era discriminata come essere umano, com
e avviene nel resto del mondo, con degne eccezioni rivoluzionarie.
Non è stato sempre così durante l’evoluzione storica della nostra specie, che l’aveva portata ad occupare il ruolo sociale che le spettava come ruolo naturale nel quale si forgia la vita.
Nel nostro Paese la donna emergeva in una delle forme più orribili nella società neocoloniale yankee, sotto l’egida dell’imperialismo e del suo sistema, dove tutto quello che l’essere umano è capace di creare è trasformato in merce.
Dal momento in cui è nato nella lontana storia quello che si chiamò lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, le madri, i bambini e le bambine dei poveri hanno sopportato il peso maggiore.
Le donne cubane lavoravano come domestiche, nei negozi di lusso e nei bar borghesi ed erano scelte per il loro fisico. Nelle fabbriche facevano i lavori più semplici, ripetitivi e peggio remunerati.
Nell’ambito dell’educazione e della salute, servizi che si prestavano a piccola scala, l’indispensabile cooperazione era realizzata da insegnanti e infermiere con un livello medio di preparazione.
La nazione, con 1. 256,2 Km. d’estensione, aveva solo una scuola d’educazione superiore nella capitale e successivamente in alcune facoltà furono aperte nelle università di altre due province.
In linea di massima solo le giovani provenienti da famiglie benestanti potevano studiare in queste scuole. In molte attività non si concepiva nemmeno la presenza della donna.
Per circa cinquant’anni sono stato testimone delle lotte intraprese da Vilma. La ricordo nelle riunioni del Movimento 26 Luglio sulla Sierra Maestra.
La direzione di questo movimento l’aveva inviata a svolgere un’importante missione nel Secondo Fronte orientale.
Vilma non s’impressionava di fronte al pericolo.
Con il trionfo della Rivoluzione cominciò la sua incessante battaglia per le donne e per i bambini cubani che giunse alla fondazione e alla direzione della Federazione delle Donne cubane.
Ha partecipato a tutte le tribune nazionali ed internazionali, anche se lontane, in difesa della sua Patria aggredita e delle nobili e giuste idee della Rivoluzione.
La sua voce dolce, ferma e precisa, l’abbiamo sempre ascoltata con rispetto nelle riunioni del Partito, dello Stato e delle organizzazioni di massa.
A Cuba le donne oggi sono il 66% della forza tecnica del Paese e frequentano in numero maggioritario tutte le facoltà universitarie.
Prima le donne erano scarsamente presenti nelle attività scientifiche, perché, salvo eccezioni, non c’erano a Cuba né scienza né scienziati.
Oggi le donne rappresentano la maggioranza anche in questo campo.
I suoi compiti rivoluzionari e il suo enorme lavoro non hanno mai impedito a Vilma di compiere le sue responsabilità di moglie leale e madre di numerosi figli.
Vilma è morta. Viva Vilma!
Fidel Castro Ruz - 20 giugno 2007
Ore14,10 – Traduzione Granma Int.

L'Avana. 19 Giugno 2007

È morta l’eroina della clandestinità e grande combattente dell’Esercito Ribelle Vilma Espín Guillois

La Direzione del nostro Partito e dello Stato comunica al popolo con profondo dolore che la compagna Vilma Espín Guillois, eroina della clandestinità, grande combattente dell’Esercito Ribelle e instancabile combattente per l’emancipazione della donna e la difesa dei diritti dell’infanzia, è morta in questa capitale alle ore 16.14 di ieri, dopo l’aggravamento nelle ultime settimane della lunga malattia che l’affliggeva.

Nata a Santiago di Cuba il 7 aprile 1930 nel seno di una famiglia che coltivò in lei, fin dai suoi primi anni di vita, i valori etici che la contraddistingueranno e le inculcò l’abito della conoscenza, Vilma assunse fin da giovane posizioni politiche rivoluzionarie, partecipando attivamente a manifestazioni studentesche dopo il colpo di stato batistiano del 1952.

Fin da allora fu un’inseparabile collaboratrice dell’indimenticabile Frank País, militando nelle organizzazioni da lui fondate nella lotta contro la tirannia fino a quando, formando parte dell’allora Azione Nazionale Rivoluzionaria, i suoi membri entrarono nelle file del Movimento 26 Luglio.

Le porte della sua casa si aprirono per proteggere i compagni assaltanti della caserma Moncada, perseguitati dalle truppe del regime assetate di sangue; durante i preparativi della nuova fase della lotta e dopo aver concluso un corso post-diploma negli Stati Uniti, su indicazione della Direzione del Movimento fece scalo in Messico per incontrarsi con Fidel, ricevere le sue istruzioni e messaggi; agli ordini diretti di Frank partecipò alla sollevazione armata di Santiago di Cuba il 30 novembre 1956 a sostegno degli spedizionieri del Granma, trasformando la sua abitazione, dopo questa rilevante azione, nel quartier generale del movimento rivoluzionario a Santiago di Cuba.

Membro della Direzione Nazionale del Movimento 26 Luglio, poco prima dell’assassinio di Frank País venne nominata Coordinatrice Provinciale dell’organizzazione clandestina in Oriente, incarico che svolse dimostrando una particolare capacità e valore fino a quando, di fronte agli agguati e alle persecuzioni costanti, si incorporò all’Esercito Ribelle nel giugno del 1958, diventando la leggendaria guerrigliera del II Fronte Frank País e l’efficace coordinatrice del movimento clandestino d’Oriente con il territorio del Fronte.

Dopo il trionfo della Rivoluzione nel 1959, immersa in diversi compiti, guidò su incarico di Fidel l’unificazione delle organizzazioni femminili e la costituzione della Federazione delle Donne Cubane alla cui organizzazione, dalla sua posizione di massima direzione, si consacrò con singolare zelo fino all’ultimo minuto della sua feconda vita.

Fece parte del Comitato Centrale del Partito dalla sua fondazione nel 1965, condizione nella quale fu ratificata in tutti i suoi Congressi.

Venne eletta membro supplente del Burò Politico nel 1980, in occasione del Secondo Congresso del Partito, mentre nel Terzo venne promossa a membro effettivo di quest’istanza di direzione, responsabilità che esercitò fino al 1991. Fu deputata dell’Assemblea Nazionale dalla sua prima legislatura e membro del Consiglio di Stato fin dalla sua costituzione.

Vilma presiedette dalla sua creazione la Commissione Nazionale di Prevenzione e Attenzione Sociale, nonchè la Commissione dell’Infanzia, della Gioventù e dell’uguaglianza dei diritti della Donna, dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare.

Il suo nome resterà eternamente legato alle più significative conquiste delle donne cubane nella Rivoluzione ed alle più rilevanti combattenti per l’emancipazione delle donne nel nostro paese e nel mondo.

Per i suoi rilevanti meriti ricevette molteplici decorazioni, titoli e ordini nazionali e internazionali, tra i quali spicca il titolo onorifico di Eroina della Repubblica di Cuba.

La compagna Vilma Espín è stata cremata, secondo la sua volontà. Le sue ceneri verranno depositate in data da precisare, in una cerimonia strettamente familiare e con onori militari di sepoltura, nel II Fronte Frank País, dove riposano i resti degli eroici combattenti di questo agguerrito Fronte, che vide in lei una dei più eccelsi membri.

Il nostro popolo, in sua memoria e con un profondo sentimento di dolore, le potrà rendere un omaggio riconoscente e affettuoso nel Memoriale José Martí della capitale e nel Salone delle Vetrate; ai piedi del monumento ad Antonio Maceo della sua città natale ed eroica, Santiago di Cuba, oggi dalle ore 9.00 alle ore 17.00 e, nello stesso orario, le verrà reso un omaggio alla memoria nelle altre province.

La Direzione dello Stato e del Partito hanno deciso di effettuare in suo onore una veglia solenne nel Teatro Karl Marx, oggi alle ore 18, guidata da dirigenti, dalla Direzione Nazionale della FMC e dalla Segreteria delle province di quest’organizzazione femminile, così come dalle donne della capitale e dalle rappresentanti dei diversi settori della società cubana. (Traduzione Granma Int.)

fonte: http://www.granma.cu/italiano/2007/junio/mar19/vilma.html