martedì, aprile 24, 2007

Milano, una vergogna nazionale!

Sabato 21 Aprile 2007 ore 13:45:10

Giovedì 19 aprile è stata convocata una seduta del consiglio di zona 3, a Milano, aperto agli interventi dei cittadini e con la presenza, annunciata, del assessore Moioli e di Don Colmegna. Il tema era il cosiddetto "campo nomadi" all’'interno del parco Lambro (soluzione temporanea per i Rom cacciati da Opera e in attesa di una soluzione definitiva).

Dato che era stata annunciata la massiccia presenza di attivisti della Lega Nord, di AN e dei “comitati cittadini contro i Rom” e che tra gli iscritti a parlare non c’era nessuno in nome dei Rom, la consigliera della Lista Fo (che è anche la mia lista) mi ha invitato ad intervenire.

La prima cosa triste che ho visto entrando, è stata un consigliere di zona con una maglietta con la scritta: “Zingari in zona 3? No grazie!” (vedi foto, “Un uomo può sorridere ed essere un malfattore!” W. Shakespeare).

Dentro la sala c’erano più di duecento persone che urlavano: "li vogliamo fuori dalle palle! Portateveli a casa vostra!..." Don Colmegna non c'’era e mi hanno riferito che, prima che arrivassi io, l'’assessore Moioli aveva tentato di parlare ma a causa delle urla disumane non si era capito nulla di quel che aveva detto.

E questo solo perché aveva tentato di esporre il suo “fantastico” progetto sugli “zingari”: recintati e controllati a vista continuamente ma non cacciati via, perché questo sarebbe illegale.

Gli interventi dei “cittadini” erano unanimi: “Questa è casa nostra, non li vogliamo, sporcano, rubano, non vogliamo trattare, se ne devono andare fuori dalle palle!”.

Qualcuno è arrivato persino al punto di prendersela con l'’amministrazione per aver piantato degli alberi davanti al campo provvisorio, svelando un piano diabolico: nascondere i Rom e le loro attività criminali. La protesta si concretizzava nella geniale proposta di tagliare tutti gli alberi del parco, a fin di bene, e per la sicurezza dei cittadini onesti.

Avendo raggiunto il mio limite di sopportazione, sono uscita. E fuori ho incontrato nuovamente il consigliere in “maglietta”, così ho chiesto di poter fare qualche foto. Forse pensando che fossi una giornalista, il consigliere mi ha dato il permesso. Sembrava molto contento e orgoglioso. ( http://img.blog.tiscali.it/allegati/naz/7201/_3264884.jpg ).
Nessuno ancora aveva capito chi io fossi.

Poi, una signora mi ha riconosciuto: “Ma è la zingara che ho visto in televisione!” ... un ’attimo di stupore e di gelo e poi è partito un brusio generale che subito è divenuto un frastuono di insulti. Ma per fortuna mi hanno invitato ad entrare per il mio intervento.

Avevo preparato un discorso pacifico, nel quale si dice che porto la voce di tanti Rom di Milano, onesti e lavoratori, pronti al dialogo, al fine di trovare le migliori soluzioni abitative. Avrei anche voluto dire che le persone contro le quali si ribellano sono una quarantina di uomini donne e bambini (gli altri sono stati cacciati via, per una trasgressione del patto di legalità ma questa è un’altra storia di ingiustizia), tutta gente per bene, lavoratori, poveri ma con il diritto sacrosanto alla dignità umana.

Avrei voluto dire che anche ai Rom non piace vivere nei "campi", che chiedono alle istituzioni di impegnarsi a cercare altre soluzioni, insieme a loro. Non l’ho potuto dire.

Sono stata aggredita verbalmente e, poi, quasi fisicamente. Sono stata insultata: "Zingara di merda! Torna a casa tua! Non ti vogliamo! Fuori dalle palle!..."

Passati i tre minuti che mi erano concessi per l’intervento, la polizia, insieme a un’altro attivista in maglietta verde, sono venuti da me offrendomi la scorta per uscire. Ovviamente ho rifiutato, volendo rimanere fino alla fine.

Ho sentito il capogruppo di An in Provincia, De Nicola, dire: “Noi non siamo razzisti”, tenendo la mano sulla spalla dell’attivista in maglietta con scritta "zingari – no grazie".

Ho sentito l’'assessore Moioli dire: “Ragazzi calmatevi, questi non rubano, lo sapete bene, perché questi sono controllati, il problema sono gli altri, quelli che sono fuori”.

Mi sono vergognata per quella poca gente (salvo rare eccezioni) che dice di essere di sinistra e che rappresenta la sinistra in quel consiglio che ha applaudito il discorso finale dell'’assessore e che non si è alzata, non ha detto una parola o fatto qualcosa quando sono stata fortemente insultata.

Ma del resto, nel loro piccolo, dall'’interno di un consiglio di zona, loro seguono la politica della sinistra milanese in generale che non ha la forza di alzare la voce contro questa barbarie e appoggia coloro che vogliono recintare, controllare, segregare.

A coloro che pensano di poter ignorare o sminuire il razzismo e l’'odio gridatoci apertamente in faccia, che è come un virus che si sta allargando in tutta la Lombardia, chiederei una riflessione al di là dei giochi politici, di alleanze e di “bandierine”: non si è arrivati ad un punto dove è necessario dire basta, alzare la voce e fare qualcosa? Qual è il limite di sopportazione prima di condannare, chiaramente e apertamente, quello che sta accadendo?

E’ gia accaduto in passato, di non dare peso a posizioni simili, ignorando segnali precisi di razzismo e violenza. Sappiamo bene cosa ha portato.

Ma chiederei la stessa cosa a quelli come me, al mio popolo, ai Rom. Qual è il limite di sopportazione? Possiamo permettere ancora una volta questo virus? Non ci riguarda tutti quello che sta accadendo, nonostante in questo caso si tratti di Rom Rumeni? Non è forse la stessa cosa? Non ci toccherà tutti e anche presto? Non dobbiamo ai nostri antenati morti nei lager, a noi stessi e ai nostri figli, di unirci per una volta e far sentire ed ascoltare la nostra voce? O aspetteremo come sempre di subire quello che gli altri vogliono e decidono per noi?

La Storia ci dice che hanno sempre voluto e preso decisioni terribili.
Perchè questa volta dovrebbe essere diverso? Perché viviamo in un paese democratico e in una società civile?

Io vengo da un paese che, in tutti questi anni, ho sentito definire non - democratico, un regime che negava diritti e libertà. Ma sono dovuta venire a Milano per sentirmi dire che avevo bisogno di una scorta, per il solo fatto di aver dichiarato la mia appartenenza etnica. Opre Roma!

di Dijana Pavlovic

suo sito internet: http://freeweb.supereva.com/dijanapavlovic

mercoledì, aprile 18, 2007

POR LA JUSTICIA

Luis Posada Carriles deve essere giudicato per i suoi crimini
Mentre in nome della lotta contro il terrorismo, centinaia di migliaia di persone sono morte in Irak e Afganistan, ed altre, arbitrariamente detenute, sono torturate in Abu Graib e Guantanamo, il governo degli Stati Uniti protegge il più noto terrorista del continente americano, tenta di ingannare l'opinione pubblica con interminabili manovre pseudo/legali e si rifiuta di giudicarlo per i suoi veri crimini.
Luis Posada Carriles fu accusado e sottomesso a giudizio in Venezuela per l'attentato, nel 1976, ad un aereo civile in cui morirono settantatre persone. Dopo essere fuggito dalle carceri venezuelane, nel 1982, lavorò al servizio della CIA nella operazione conosciuta come Iran/Contra e nella pianificazione e messa in opera del genocida Plan Condor. Preparò poi, nel 1997, una serie di atti terroristi contro alcuni hotel dell'Avana dove, in uno di essi, perse la vita il giovane turista italiano Fabio Di Celmo, e, nel 2000, progettò l'attentato contro il presidente Fidel Castro all'Università di Panama.
Nel marzo del 2005 Posada Carriles entrò illegalmente negli Stati Uniti. Solo dopo ripetute denuncie pubbliche che rivelavano la presenza di questo criminale sul proprio territorio, il governo di George W. Bush procedette al suo arresto con l'accusa di immigrazione illegale e falsa testimonianza, senza il minimo cenno all'accusa di terrorismo.
Con il trattamento concesso a Posada Carriles, le autorità nordamericane, soggette alla pressione economica e politica dei gruppi estremisti cubani del sud della Florida, hanno posto in assoluta evidenza la doppia morale della loro guerra al terrorismo nel cui nome torturano, sequestrano e bombardano. Nello stesso tempo, come han denunciato numerosi fori legali internazionali ed agenzie delle Nazioni Unite, cinque combattenti antiterroristi cubani rimangono ingiustamente incarcerati negli Stati Uniti, sottomessi ad un trattamento crudele e discriminatorio che colpisce i loro stessi familiari.
Tutte le persone oneste che nel mondo alzano la voce contro la guerra e contro il terrorismo, hanno davanti a loro l'irrefutabile prova della carenza di etica che sta alla base degli atti dell'attuale amministrazione di Washington. I sottoscritti firmanti esigono che il governo degli Stati Uniti, compiendo i suoi obblighi internazionali, giudichi Luis Posada Carriles per tutti i suoi crimini ed accolga la domanda di estradizione presentata dallo stato del Venezuela che finora non ha ricevuto alcuna risposta.

Firma anche tu: http://www.porlajusticia.cu/

Riguardo Posada Carilles, vi consiglio di vedere il filmato trasmesso da La 7, "Il buon terrorista" :
http://www.la7.it/news/videorubriche/dettaglio.asp?id=327&tipo=12

Vi segnalo anche per chi non lo avesse visto "L'Altro Terrorismo" proposto da Report:
http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90169,00.html

e "La verità di fronte al mondo":
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=5115

Altri filmati in spagnolo, sul terrorismo firmato USA li trovate qui:
http://es.arcoiris.tv/modules.php?name=BigDownload&id=329
http://es.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=viewdownload&cid=58

mercoledì, aprile 11, 2007

Fidel 15 anni fa

Discorso pronunciato dal Comandante in Capo Fidel Castro RUZ, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, nella Conferenza delle Nazioni Unite su Ecosistema e Sviluppo, effettuato in Rio De Janeiro, Brasile, il 12 Giugno del 1992, "Anno 34 della Rivoluzione."

Sig. Presidente del Brasile, Fernando Collor de Mello;

Sig. Segretario Generale delle Nazioni Unite, Butros Ghali;

Eccellenze:

Un'importante specie biologica è a rischio di sparire per la rapida e progressiva liquidazione delle sue condizioni naturali di vita: l'uomo.

Ora prendiamo coscienza di questo problema quando quasi è tardi per ostacolarlo.

È necessario segnalare che le società di consumo sono le responsabili fondamentali dell'atroce distruzione dell'ecosistema. Esse nacquero dalle antiche metropoli coloniali e dalle politiche imperiali che, a sua volta, generarono il ritardo e la povertà che oggi frustano l'immensa maggioranza dell'umanità. Con solo il 20 percento della popolazione mondiale, esse consumano due terzi dei metalli e tre quarti dell'energia che si produce nel mondo. Hanno avvelenato i mari e i fiumi, hanno inquinato l'aria, hanno debilitato e perforato la cappa di ozono, hanno saturato l'atmosfera di gas che alterano le condizioni climatiche con effetti catastrofici che incominciamo già a comparire.

I boschi spariscono, i deserti si estendono, migliaia di milioni di tonnellate di terra fertile scompaiono ogni anno in mare. Numerose specie si estinguono. L'aumento della popolazione e la povertà conducono a sforzi disperati per sopravvivere anche a danno della natura. Non è possibile incolpare di questo i paesi del Terzo Mondo, colonie ieri, nazioni sfruttate e saccheggiate oggi per un ordine economico mondiale ingiusto.

La soluzione non può essere ostacolare lo sviluppo a coloro che più ne hanno bisogno. La realtà è che tutto quello che contribuisce oggi al sottosviluppo e alla povertà costituisce una violazione flagrante dell'ecologia. Decine di milioni di uomini, donne e bambini muoiono ogni anno nel Terzo Mondo a conseguenza di questo, più che in ognuna delle due guerre mondiali. Lo scambio disuguale, il protezionismo ed il debito esterno aggrediscono l'ecologia e propiziano la distruzione dell'ecosistema.

Se si vuole salvare l'umanità dall'autodistruzione, bisogna distribuire meglio le ricchezze e tecnologie disponibili nel pianeta. Meno lusso e meno sperpero in pochi paesi affinché ci sia meno povertà e meno fame in gran parte della Terra. Non più trasferimenti al Terzo Mondo di stili di vita ed abitudini di consumo che rovinano l'ecosistema. Si faccia più razionale la vita umana. Si applichi un ordine economico internazionale giusto. Si utilizzi tutta la scienza necessaria per uno sviluppo sostenibile senza inquinamento. Si paghi il debito ecologico e non il debito esterno. Sparisca la fame e non l'uomo.

Quando le supposte minacce del comunismo sono sparite e non rimangono più pretesti per guerre fredde, corse militariste e spese militari, che cosa è quello che impedisce di dedicare immediatamente quelle risorse a promuovere lo sviluppo del Terzo Mondo e combattere la minaccia di distruzione ecologica del pianeta?

Cessino gli egoismi, cessino gli i egemonismi, cessino l'insensibilità, l'irresponsabilità e l'inganno. Domani sarà troppo tardi per fare quello che avevamo dovuto fare molto tempo fa.

Grazie.

(traduzione a cura di venceremos.it)

(fonte: http://www.cuba.cu/gobierno/discursos/)

sabato, aprile 07, 2007

Fidel, gigante in un mondo di nani

E' tornato ad illuminarci.
Con queste sue riflessioni che rappresentano un duro attacco la volontà di Bush ad incentivare l'uso dei cereali come combustibile, mette in guardia ancora una volta l'umanità intera, ma in particolare i paesi più poveri, del rischio di un genocidio di dimensioni gigantesche.

Più di tre miliardi di persone nel mondo condannate ad una morte prematura
L'Avana. 29 Marzo 2007

L’internazionalizzazione del genocidio
L'Avana. 4 Aprile 2007

Oltre tutto, scopro navigando in internet che "pochi mesi fa il Wwf ha dichiarato Cuba l'unico paese del mondo che combina un alto sviluppo umano, riconosciuto in relazioni annuali elaborate dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, e un'adeguata sostenibilità ambientale. L'isola sarebbe dunque l'unico Paese del mondo ad aver realizzato uno sviluppo ecologicamente sostenibile."

Consigliati:

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Messico, una tortilla sana per tutti


Cuba e la conservazione dell’ambiente

Fidel e il futuro del mondo

Fuerza solidaria = Stupidi fascisti

Un sito di neo-fascisti venezuelani ha pubblicato un articolo diffamando il giornalista Gennaro Carotenuto.

Siccome sono fascisti sono anche stupidi e quindi hanno pubblicato all'interno dell'articolo una mia foto, presa dal mio blog, identificandola come se fosse una foto di Carotenuto.

Il loro dominio risulta essere registrato da un tale Reinaldo Torres su di un server di Key Biscayne in Florida.

strano vero? un gruppo di neo-fascisti golpisti che ci fa in Florida, negli Usa?

qui trovate l'articolo di Carotenuto e la pagina di Fuerza Solidaria:

in spagnolo:
http://www.gennarocarotenuto.it/...

in italiano:
http://www.gennarocarotenuto.it/...

http://fuerzasolidaria.org/...


gianni