venerdì, dicembre 29, 2006

Feliz 2007!

AUGURI PER UN 2007
SENZA BASE MILITARE A VICENZA
SENZA SCIPPO DEL TFR
SENZA PRECARIATO SELVAGGIO.
PER UN 2007
CON AUMENTI CONTRATTUALI VERI
PER UNA QUALITA' DELLA VITA
FATTA DI UGUAGLIANZA DEI DIRITTI
ECONOMICI E SOCIALI,
DI SOLIDARIETA' E RISPETTO DELLE DIVERSITA'.
PER UN 2007
SENZA SOLDI PER LE SCUOLE PRIVATE
SENZA ALTA VELOCITA'
SENZA SOLDI PER LE FORZE ARMATE
PER UN 2007
CON UN ITALIA LAICA E INDIPENDENTE DALLA CHIESA CATTOLICA
PER UN 2007
CHE VEDA CONDANNARE GLI STATI UNITI D'AMERICA E LO STATO D'ISRAELE
COME NEMICI DELL'UMANITA'
PER UN 2007
CON NESSUN EROE MERCENARIO CRIMINALE
CON NESSUNA IMPRESA IMPERIALISTA CHE VADA A SFRUTTARE ALTRI POPOLI
CON NESSUN ESERCITO IMPERIALISTA CHE VADA A SACCHEGGIARE ALTRI PAESI
PER UN 2007
DI LOTTA PER TUTTI I POPOLI OPPRESSI DALL'IMPERIALISMO
PER UN LATINOAMERICA INDIPENDENTE
PER UNA PALESTINA LIBERA E AUTONOMA
PER UN IRAQ LIBERO DAGLI INVASORI YANKEE
PER UN AFHGANISTAN LIBERO DAGLI INVASORI.
PER UN 2007
CHE VEDA IL COMANDANTE FIDEL TORNARE A CAPO DELLA RIVOLUZIONE CUBANA
CHE VEDA IL PROCESSO BOLIVARIANO AVANZARE
CHE VEDA LA LOTTA DEL POPOLO DI OAXACA TRIONFARE.
PER UN 2007
CHE VEDA I POPOLI UNIRSI CONTRO IL NEMICO DELL'UMANITA': IL CAPITALISMO
E PER UN MONDO MIGLIORE: IL SOCIALISMO.

Vi mando i miei auguri e per chi lo volesse un calendario (calendario2007.pdf, 4,12MB) che vi accompagnerà per tutto il 2007!

Cosa è il Natale?

Riguardo questa strana festa del capitalismo vi riporto un interessante articolo di Garcia Marquez e una canzone degli Ska-P. Entrambi rendono chiara che razza di festa sia il Natale. Buona lettura!

Comunque per gli amanti della rivoluzione cubana il 25 dicembre c'è da festeggiare la battaglia di Santa Clara del Che mentre il primo gennaio è l'anniversario della liberazione di Cuba e il trionfo della Rivoluzione.


Queste sinistre feste di Natale

GABRIEL GARCÍA MÁRQUEZ

Nessuno già si ricorda di Dio a Natale. Ci sono tante comete e fuochi artificiali, tante ghirlande colorate, tanti tacchini innocenti sgozzati e tante angustie per il denaro, per far bella figura al di sopra delle nostre reali risorse, che uno si chiede, se a qualcuno resta un istante, se ci si rende conto di che incredibili pazzie si compiono per festeggiare il compleanno di un bambino nato più o meno 2000 anni fa in una stalla misera, a poca distanza da dove era nato mille anni prima il Re David.

Novecento cinquantaquattro milioni di cristiani credono che quel bambino era il Dio incarnato, ma molti lo festeggiano non credendolo in realtà.

Molti milioni celebravano quello che non hanno mai creduto, ma le feste piacciono molto e molti altri sarebbero disposti a rovesciare il mondo per far sì che nessuno continuasse a crederlo.

Sarebbe interessante verificare quanti credono nel fondo della loro anima che il Natale di oggi è una festa abominevole e non hanno il coraggio di dirlo per un pregiudizio non religioso, ma sociale.

La cosa più grave è il disastro culturale che questi Natali pervertiti provocano in America Latina: prima, quando avevamo solo costumi ereditati dalla Spagna, i Presepi domestici erano prodigi dell’immaginazione familiare.

Il Bambino Gesù era più grande del bue, le casette sulla collina erano più grandi della Vergine e nessuno notava gli anacronismi, il paesaggio di Betlemme era completato con un treno di corda, un’anatra di peluche più grande di un leone che nuotava nello specchio della sala o un vigile del transito che dirigeva un gregge di agnelli verso un angolo di Gerusalemme...

In cima si metteva una stella di carta dorata con una lampadina al centro; un nastro di seta gialla indicava la strada ai Re Magi per il cammino della salvezza. Il risultato era brutto di sicuro, ma ci assomigliava.

Era meglio di tanti quadri naif mal copiati del doganiere Rousseau.

La mistificazione è cominciata quando non sono stati più i Re Magi a portare i giocattoli, come accade in Spagna e con ragione, ma ha cominciato a portarli il Bambino Gesú.

Noi bambini andavamo a letto presto, per far sì che i regali giungessero presto ed eravamo felici ascoltando le poetiche bugie degli adulti.

Io non avevo più di cinque anni quando qualcuno a casa mia decise che era tempo di dirmi la verità: fu una grande delusione perchè io credevo davvero che era il Bambino Gesù che mi portava i giocattoli e mi sarebbe piaciuto continuare e crederlo.

Con pura logica d’adulto pensai che allora tutti gli altri misteri cattolici erano invenzioni dei genitori per intrattenere i bambini e rimasi nel limbo.

Quel giorno, come dicono i maestri gesuiti nelle elementari, io persi l’innocenza perchè scopersi che non erano le cicogne che portavano i bambini da Parigi. Un’altra cosa che mi piaceva credere per pensare di più all’amore e di meno alla pillola.

Tutto è cambiato negli ultimi trentanni, con un’operazione commerciale di proporzioni mondiali che ha provocato una devastante aggressione culturale.

Il Bambino Gesù è stato cacciato dal trono dal Santa Claus dei gringos e degli inglesi, lo stesso Papà Natale dei francesi che tutti conosciamo anche troppo. È arrivato con tutto: la slitta tirata da un alce, l’abete carico di giochi, sotto una fantastica tempesta di neve.

In realtà questo usurpatore dal naso di bevitore di birra non è altri che il buon San Nicola, un santo che io amo molto perchè era quello di mio nonno, il colonnello, ma che non aveva niente a che veder con il Natale e tanto meno con la notte della vigilia nel Tropico dell’America Latina.

Secondo la leggenda nordica, San Nicola ha ricostruito e fatto rivivere un gruppo di scolari che erano stati uccisi da un orso in mezzo alla neve e per questo è il Patrono dei bambini.

Ma la sua festa si celebra il 6 dicembre e non il 25.

La leggenda è divenuta istituzionale nelle province tedesche del nord alla fine del XVIII secolo, assieme all’albero e i giocattoli e poco più di cent’anni dopo passò in Gran Bretagna e Francia poi negli Stati Uniti e questi lo mandarono in America Latina con tutta la loro cultura di contrabbando: la neve artificiale, le candeline colorate, il tacchino ripieno e quei quindici giorni di consumismo frenetico al quale ben pochi riusciamo a scappare.

Con tutto questo la cosa più sinistra dei Natali del consumismo è l’estetica miserabile che portano con sè: le cartoline indigenti, le campane di vetro, le corono di vischio sulle porte, le canzoni da ritardati mentali che sono villanelle tradotte dall’inglese e tante altre stupidaggini per le quali non valeva nemmeno la pena d’aver inventato l’elettricità.

Tutto questo per la festa più spaventosa dell’anno.

Una notte infernale nella quel i bambini non possono dormire con la casa piena di ubriaconi che si sbagliano di porta, cercando dove orinare o perseguitando la moglie di un altro, se hanno avuto la fortuna di addormentarsi su un divano in una sala.

Menzogna: non è una notte di pace e d’amore!

È tutto il contrario, è l’occasione solenne della gente che non si vuole bene, l’opportunità provvidenziale di compere quegli impegni rimandati perchè non graditi: invitare il povero cieco che nessuno invita, la cugina Isabella che è rimasta vedova quindici anni fa, la nonna paralitica che nessuno vuole mostrare. È l’allegria per decreto, l’affetto per compassione, il momento di regalare perchè ci regalano e di piangere in pubblico senza dare spiegazioni...

È l’ora felice in cui gli invitati si devono tutto quello che è avanzato dal Natale precedente: la crema di menta, il liquore di cioccolato, il vino di banana.

Non è raro che i bambini, vedendo tante cose atroci, finiscano col credere davvero che il Bambino Gesù non è nato Betlemme, ma negli Stati Uniti.

(Aporrea/AgendadeReflexion – traduzione di Gioia Minuti)


» Villancico «

25, ya es Navidad. Todos juntos vamos a brindar
por Ruanda, Etiopía. En Venezuela o en la India
hoy mueren niños, ¡FELIZ NAVIDAD!
Navidades de hambre y dolor. Ha nacido el hijo de Dios.
El Mesías que nos guía, ofrece su filosofía.
Nadie entiende al hijo de Dios.
Mi familia comienza a cantar. En el ambiente hay felicidad.
En compañía vamos a olvidar la agonía de los pueblos
donde no hay Navidad.
Cantemos, hermanos, todos juntos hacia el Vaticano.
Suelta prenda, ¡COÑO!, que mueren niños de inanición.
Un negocio millonario con la fe de los cristianos
que utilizan a Jesús como el perpetuo salvador.
Jesucristo era un tío normal, pacifista, intelectual,
siempre al lado de los pobres, defendiendo sus valores,
siempre en contra del capital.
Crucificado como un animal, defendiendo un ideal.
El abuso de riqueza se convierte en la miseria más injusta
de la humanidad.
Mi familia comienza...
Cantemos, hermanos, todos juntos...
Fue la Iglesia la que se lo montó
y de su muerte un negocio creó.
El Vaticano es un imperio que devora con ingenio
predicando por la caridad.
25, ya es navidad. Todos juntos vamos a brindar
por un revolucionario que intentó cambiar el mundo,
el primer hippie de la humanidad.
Mi familia comienza...
Cantemos, hermanos, todos juntos...
La Navidad, la Navidad, ES LA SOCIEDAD DE CONSUMO.
MENTIRA, MENTIRA, la Navidad es mentira, MENTIRA...

Ska-P __._,_.

mercoledì, dicembre 13, 2006

OLOCAUSTO

lunedì, dicembre 11, 2006

UNO MENOS



OBITUARIO CON HURRAS

Vamos a festejarlo
vengan todos
los inocentes
los damnificados
los que gritan de noche
los que sueñan de dia
los que sufren el cuerpo
los que alojan fantasmas
los que pisan descalzos
los que blasfeman y arden
los pobres congelados
los que quieren a alguien
los que nunca se olvidan
vamos a festejarlo
vengan todos
el crápula se ha muerto
se acabó el alma negra
el ladrón
el cochino
se acabó para siempre hurra
que vengan todos
vamos a festejarlo
a no decir
la muerte
siempre lo borra todo
todo lo purifica
cualquier día
la muerte
no borra nada
quedan
siempre las cicatrices hurra
murió el cretino
vamos a festejarlo
a no llorar de vicio
que lloren sus iguales
y se traguen sus lágrimas
se acabó el monstruo prócer
se acabó para siempre
vamos a festejarlo
a no ponernos tibios
a no creer que éste
es un muerto cualquiera
vamos a festejarlo
a no volvernos flojos
a no olvidar que éste
es un muerto de mierda

Mario Benedetti



UNO MENOS

Vamos a dejar de lado por un rato la odiosa moral de la neutralidad.
Vamos a saltearnos momentáneamente la prudencia del decoro.
Vamos a dejar que nazca, que crezca y no se ahogue la puteada.
La franca, la abierta, la noble puteada clamadora.
Una buena puteada nunca viene mal.
Distiende, baja la ansiedad, genera cierto bienestar.
Como gritar un gol.
Porque la muerte de un asesino se parece a un gol de la vida.
Los invito a gritar este gol desde el alma.
Ustedes dirán que esto no es serio, tal vez tengan razón, lo sé.
Dirán que alegrarse por la muerte ajena habla de la propia miseria.
Tal vez tengan, quizás, un poco de razón, es cierto.
Dirán que la altura moral de una persona se reconoce por su capacidad de perdonar.
Tal vez tengan, quizás, otro poco de razón, aunque no tanto.
Tengo ganas de putear.
Por tantas vidas arrancadas como flores tempranas y pisoteadas en el barro.
Por tanto trajín de vidas escupidas, por todos los ausentes hoy tengo ganas de putear de alegría.
Digo alegría y no felicidad.
Felicidad sería si en vez del asesino que ahora se prepara a desplegar sus negras alas rumbo al oscuro abismo de los aborrecidos, hubiéramos tenido noventa años entre nosotros a un luminoso Salvador con su sueño de un Chile alegre y para todos.
A un inabarcable Víctor con su alada guitarra nombradora.
A un generoso Miguel con su fusil en llamas de esperanza.
Qué distinto sería este ecuánime y equidistante mundo, repleto de perdonadores y prudentes pero carente de justicia.
Un mundo más bueno, más noble, más sincero.
En cambio, así, querido César, queridos niños, qué triste el dos en el cuaderno.
En cambio nos quedó esta mierda.
Noventa y pico de años estuvo esta mierda entre los vivos, con su olor insoportable y su codicia insobornable.
Respirando nuestro aire.
Recordándonos con su mirada de rata de los basurales toda la sangre fresca, roja y joven que corrió entre sus manos.
Por eso tengo ganas de putear.
Porque quisiera no saber que en este mismo mundo, donde un niño le sonríe a su sombra, donde una chica se enamora, donde una mujer venturosa se embaraza en un acto de amor, existe un asesino de palomas.
Prudentes, ecuánimes y perdonadores hagan oidos sordos, sensatos y equidistantes, por favor, abstenerse.
¡Pinochet y la puta madre que te parió carajo!

Horacio Sacco


Le "Madres de Plaza de Mayo" al Papa sul caso Pinochet

Buenos Aires, 23 febbraio 1999

Signor Giovanni Paolo II

Ci è costato vari giorni il subire la domanda di perdono che Lei, signor Giovanni Paolo II Wojtila, ha richiesto per il genocida Pinochet.

Ci rivolgiamo a Lei come ad un cittadino comune perché ci sembra aberrante che dalla sua poltrona di Papa nel Vaticano, senza conoscere né aver sofferto in carne propria il pungolo elettrico (picana), le mutilazioni, lo stupro, si animi in nome di Gesù Cristo a chiedere clemenza per l'assassino.

Gesù è stato crocifisso e le sue carni lacerate dai giuda che come Lei oggi difendono gli assassini.

Signor Giovanni Paolo, nessuna madre de1 terzo mondo che ha dato alla luce un figlio che ha amato, coperto e curato con amore e che poi è stato mutilato e ucciso dalla dittatura di Pinochet, di Videla, di Banzer o di Stroessner accetterà rassegnatamente la sua richiesta di clemenza.

Noi La incontrammo in tre occasioni, però Lei non ha impedito il massacro, non ha alzato la sua voce per le nostre migliaia di figli in quegli anni di orrore.

Adesso non ci rimangono dubbi da che parte Lei stia, però sappia che sebbene il suo potere sia immenso non arriva fino a Dio, fino a Gesù.

Molti dei nostri figli si ispirarono a Gesù Cristo, nel donarsi al popolo.

Noi, la Associazione "Madres de Plaza de Mayo" supplichiamo, chiediamo a Dio in una immensa preghiera che si estenderà per il mondo, che non perdoni Lei signor Giovanni Paolo II, che denigra la Chiesa del popolo che soffre, ed in nome dei milioni di esseri umani che muoiono e continuano a morire oggi nel mondo nelle mani dei responsabili di genocidio che Lei difende e sostiene, diciamo: No lo perdone, Señor, a Juan Pablo Segundo.

Asociación Madres de Plaza de Mayo

sabato, dicembre 09, 2006

Vince chi conta i voti. Democrazia o dittatura?


Ho visto di recente il documentario "Uccidete la democrazia" di Deaglio e Cremagnani.

Mi è piaciuto e in parte mi ha sconvolto, mi ha sconvolto non tanto per quello che dice ma per il fatto che la gente in Italia se la beve sempre...
Gli parlano di democrazia, di libertà e di civiltà e tutti sono contenti.

Possibile che sempre ai soliti pochi vengano i dubbi su quella che è veramente la nostra società e la nostra politica, possibile che così pochi siano consapevoli che le nostre elezioni siano state truccate?

A pensarci bene sembrerebbe questione di buon senso pensare che se si lascia il controllo della conta dei voti a società private che magari hanno buoni rapporti con questo o quel altro partito potrebbero favorirlo? non pensate?

Oppure veramente è così difficile sapere che il voto elettronico ovvero controllato da programmi scritti da programmatori pagati da qualcuno possa generare brogli a favore dei soliti amici?

Forse potrebbe anche starci il voto elettronico per agevolare il flusso della conta dei voti e avere velocemente i risultati delle votazioni, ma bisogna comunque prendere delle preacuzioni, una di queste potrebbe essere il riscontro con il voto cartaceo per avere la certezza che il voto elettronico sia credibile, quindi un doppio controllo: voto elettrronico veloce ed efficiente e voto cartaceo certo e sicuro; l'altra precauzione dovuta al buon senso invece dovrebbe essere quella dell'utilizzo di software open source, ovvero software per il quale il codice sorgente con il quale è stato scritto il programma sia leggibile a tutti e non protetto da copyright come succede con il codice proprietario.

E ora vi pongo una domanda: seondo voi chi usa queste precauzioni e chi non le usa?
Udite udite, quello che le usa è il governo del dittatore Hugo Rafael Frias Chavez, colui che in 7 anni ha partecipato a 11 consulatazioni elettorali vincendole tutte e che ha dato vita ad una costituzione bolivariana che garantisce tra le altre cose la possibilità alle opposizione di indire un referendum revocatorio del mandato presidenziale, il quale venne utilizzato dagli oppositori a Chavez nell'agosto del 2004 senza ottenere i risultati sperati e Chavez trinfò anche in quella occasione.
Mentre chi non le usa sono coloro che si vantano di essere esempio di libertà e di democrazia: gli Stati Uniti d'America.
Per maggior completezza potete leggervi l'ottimo articolo di Gennaro Carotenuto.

Tornando all'Italia, si sapeva benissimo che nelle elezioni di quest'anno ci sarebbe stato il rischio di brogli e si sapeva che il sistema elettorale con tutte le sue pecche lo poteva consentire.
E quindi perché non è stato denunciato in tempo?
Perché non si è fatto qualcosa per garantire un minimo di controllo?
Perché l'opposizione non ci ha tutelato?
Perché D'Alema alla domanda se ci fosse bisogno di osservatori internazionali rispose:
"Osservatori? Non siamo la Bielorussia" "Siamo un Paese democratico, ci sono gli scrutatori, i rappresentanti di lista, non siamo nelle condizioni della Bielorussia... almeno se ci fermiamo in tempo, possiamo evitare di diventarlo".

Mi viene da dire: certo che non siamo la Bielorussia, ed è una nostra sfortuna, sicuramente in Bielorussia il sistema elettorale è più valido del nostro, sicuramente i giornalisti non stanno al servizio dei politici come qua da noi, sicuramente il loro sistema è più democratico del nostro.

Quello che mi fa rabbia è che ci si stupisce sempre davanti ad avvenimenti che non fanno altro che continuare a tessere quel filo che unisce la politica, la mafia, le stragi di stato e l'economia, un unico filo che rimarrà ai posteri per far capire a loro come ci hanno ingannato per anni facendoci credere di vivere in una democrazia quando invece nulla si muove per volere del popolo.

Per finire non ci rimane che ridere della stupidità dei neo-fascisti guidati dal cavaliere, hanno fatto di tutto, dalla nuova legge elettorale al voto degli italiani all'estero e al probabile broglio, e nonostante tutto hanno perso le elezioni....

e mi vengono dire che è uno intelligente...

credo che neanche il peggiore dei fessi sarebbe riuscito a fare tante cazzate in una sola volta!

un ultima domanda: cosa ci vorrà per svegliare il popolo italiano e quello occidentale (ma non dovrebbe essere quello più civilizzato? ah me sembra quello più coglione!) dopo che si è bevuto mega inganni come l'11 settembre 2001, Iraq e armi di distruzione di massa, Bin Laden, terrorismo, l'aviaria (ve lo ricordate che ogni giorno i tg ci impaurivano con la notizia della pandemia??), le elezioni (non solo quelle italiane ma anche quelle statunitensi, ucraine, serbe e mexicane! tutte truccate!), .... ???