Perché Ingrao non parla di Israele?



Mi sono dimenticato di aggiungere che il compagno Ingrao usa i toni duri contro Castro e Cuba, però mai si sognerebbe di usare gli stessi toni contro Israele o contro gli USA...
perché?
sembrerebbe quasi che il ruolo della sinistra in Italia sia quello di distruggere, di revisionare tutto quello che di buono i comunisti e i socialisti hanno fatto nella storia...
inoltre, visto come è finito il movimento nato a Genova nel 2001, non sarà mica stato compito del signorotto Bertinotti e dei suoi amici cercare in tutti i modi di spegnere la protesta che stava crescendo?
e che dire del signorotto Cofferati che prima ha portato 3 milioni di persone in piazza a difesa dell'art.18 e poi quando c'é stato il referendum ha detto di non andare a votare...
e ora amministra la città di Bologna peggio di un fascista....
sarà veramente possibile?
o stò fantasticando troppo? certo che i dubbi è dura togliermeli...
ne approfitto del buon lavoro fatto dagli amici del sito www.arcipelago.org per ricordare alcune cose:
A FUTURA MEMORIA
Uova, scarpe, pomodori e ortaggi vari: questo è quello che meritano quei parlamentari che, quando erano all'opposizione, hanno affollato le manifestazioni del movimento per la pace ed ora che sono al governo votano il finanziamento delle missioni militari italiane all'estero.
In un Paese normale, non succede che esponenti di un governo che fa la guerra pretendano di partecipare alle manifestazioni contro la guerra; in Italia è successo. Non deve accadere più, perchè - in un Paese normale - ognuno si assume le sue responsabilità.
"Se il decreto sull'Afghanistan resta così com'è, non siamo d'accordo e annunciamo il nostro voto contrario", dicono nella loro lettera al premier otto senatori della maggioranza. Gigi Malabarba, Claudio Grassi, Franco Turigliatto e Fosco Giannini (tutti del PRC), Mauro Bulgarelli, Loredana De Petris, Giampaolo Silvestri (Verdi) e Fernando Rossi (Pdci), manifestano la loro contrarietà all'accordo raggiunto ieri tra i ministri D'Alema, Parisi e Chiti con i Capigruppo dell'Unione. - da Repubblica pochi giorni prima del voto al Senato, dove tutti gli otto "dissidenti" hanno votato a favore del finanziamento della missione militare in Afghanistan.
"(La guerra del 1999) ha impedito il massacro del popolo kosovaro. A quello sono serviti i bombardamenti su Belgrado" (Oliviero Diliberto - intervista di G. De Marchis su "la Repubblica" del 26 giugno 2006.)
VOTARE NO AL FINANZIAMENTO L'accordo non ha convinto le minoranze del nostro partito, e anche in questo caso si tratta di
DELLE TRUPPE IN AFGHANISTAN?
UNA FORZATURA INACCETTABILE.
PAROLA DI "PACIFISTA".
un dissenso che deve avere piena libertà di espressione, col quale è compito della maggioranza
confrontarsi senza anatemi. Tutt'altra cosa sarebbe però trasformare la lecita espressione del
dissenso in tentativo di capovolgere le scelte dell'ultimo congresso con forzature inaccettabili
come il voto contro il rifinanziamento delle missioni. Quello sarebbe un comportamento
decisamente meno accettabile. E col pacifismo avrebbe in realtà poco a che vedere.
Giovanni Russo Spena (Capogruppo Prc - Senato) - da www.aprileonline.info
Agenzia ANsIA - Di fronte all'ennesima "esecuzione mirata" israeliana a Gaza - che ha provocato la morte di due bambini ed un adolescente nella giornata di ieri, e di due donne in quella di oggi - il Ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, ha espresso la sua ferma condanna della violenza. In una nota della Farnesina, il Ministro dichiara di ritenere "inaccettabile la politica delle esecuzioni mirate, che sta provocando morti e feriti fra la popolazione civile palestinese, già duramente provata da decenni di occupazione militare" ed ha aggiunto: "Se a commettere queste azioni non fosse Israele, ma un qualsiasi altro Stato, da tempo la comunità internazionale avrebbe adottato sanzioni incisive". La nota della Farnesina si conclude con l'impegno di investire il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite della questione, chiedendo l'adozione di sanzioni economiche nei confronti di Tel Aviv, precisando che questa è anche l'indicazione del premier, Romano Prodi.
Altri commenti dai principali esponenti dell'Unione. In un comunicato emesso dal Botteghino, il segretario dei DS, Piero Fassino, ha fatto profonda autocritica per le sue precedenti prese di posizione "totalmente sbilanciate verso Israele, che ora sta mostrando la sua vera natura di Stato razzista e guerrafondaio", auspicando la rottura delle relazioni diplomatiche con Tel Aviv.
Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha a sua volta duramente condannato la barbara uccisione di donne e bambini, impegnandosi - come gesto simbolico di solidarietà con i Palestinesi - a sbloccare immediatamente l'intitolazione di una strada di Roma al Premio Nobel per la Pace Yasser Arafat, che teneva bloccata da più di un anno, nonostante il parere favorevole della Commissione Toponomastica.
Il Presidente della Camera, fausto bertinotti, rispondendo alla domanda di un giornalista, ha francamente ammesso di essere un coglione vanesio, e si è dissociato da tutte le dichiarazioni filoisraeliane rilasciate negli ultimi cinque anni. Anche bertinotti ha auspicato l'adozione di sanzioni verso Israele, a cominciare dalla sospensione del trattato di associazione con l'Unione Europea e dall'abrogazione dell'accordo di cooperazione militare fra Italia e Israele, sottoscritto da governo Berlusconi. "Mi impegno a calendavizzave al più pvesto la discussione pavlamentave pev l'abvogazione di quell'accovdo immondo, che vende il nostvo Paese complice dell'occupazione militave e coloniale isvaeliana" - ha affermato perentoriamente il padrone del PRC - concludendo che aveva ragione Ferrando e torto lui.
Poi, mi sono svegliato.


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