giovedì, agosto 24, 2006

APPELLO PER UNA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUI FATTI DEL G8 DI GENOVA



Invito caldamente tutte le persone amanti della libertà e della giustizia a sottoscrivere l'appello
lanciato dal Comitato Piazza Carlo Giuliani:
http://www.piazzacarlogiuliani.org/carlo/index.php

inoltre consiglio vivamente di vedere il filmato QUALE VERITA' PER PIAZZA ALIMONDA?
http://www.piazzacarlogiuliani.org/carlo/iter/veritadvd.php

qualcuno che dice la verità c'é ancora...

come al solito gli italiani appassionati di calcio se la prenderanno, ma che piaccia o no questa è la verità!
anche a me piace molto il calcio e fino a 5 anni fa ne ero un appassionato tifoso...
però non si può stare a far finta di niente quando tutti sanno che il nostro sport è marcio (calcio e ciclismo in primis) ...
anche in questo campo bisognerebbe imparare da Cuba:
vincere senza rubare, vincere rispettando gli altri, vincere senza doping, vincere senza personaggi che non fanno altro che insultarsi, sputarsi e altro ancora...
questi personaggi o meglio mercenari, cosa dovrebbero insegnare ai nostri giovani?
quali valori trasmettono?
e poi li chiamano campioni!!
che vergogna!!

Calcio: Tifosi Stella Rossa 'Accolgono' Il Milan, Mafiosi

Mar 22 Ago, 9:32 PM

Belgrado, 22 ago. (Adnkronos) - La Stella Rossa di Belgrado ed il Milan sono state accolte sul terreno di gioco del Marakana di Belgrado da uno striscione con su scritto ''Mafiosi''. Lo striscione, apparso nella curva piu' calda della tifoseria serba, e' stato piazzato al centro di una imponente scenografia che ha formato la parola Uefa sui colori rossoneri, quelli del Milan. La Stella Rossa di Belgrado ha pescato il Milan nel sorteggio del terzo turno preliminare di Champions League dopo l'ammissione del club rossonero al torneo stabilita dalla Uefa con un comunicato estremamente duro nei confronti della societa' di Via Turati, uno dei 6 club coinvolti e colpiti da penalizzazioni nel quadro dello scandalo di Calciopoli. Nella gara d'andata, due settimane fa, il Milan aveva sconfitto i biancorossi della Stella Rossa per 1-0 al Meazza con un gol di Filippo Inzaghi.

lunedì, agosto 21, 2006

19 luglio: giorno della nostra memoria

Sul voto a favore dell'intervento in Afghanistan da parte della nuova nomenklatura (quelli che io chiamo i "forchettoni rossi") è stato detto e scritto tutto ciò che c'era da dire e da scrivere.
Voglio solo aggiungere delle considerazioni che mi vengono spontaneee alla mente, in ordine di apparizione e fregandomene se sono poco politiche. (La verità è che ho bisogno di sfogarmi!).

1) Giordano, Diliberto, Pecoraro e soci hanno votato insieme ai fascisti (neo o ex), alla Lega e alla destra di ogni genere senza la minima vergogna. Ed è un voto per fare la guerra, ovviamente, non per abolirla.

2) Hanno votato sotto la direzione dell'uomo forte della Nato (D'Alema, il bombardiere) insieme ai mafiosi corrotti di Berlusconi, insieme ai voltagabbana di ogni genere, insieme a quel 30% circa di parlamentari che ha avuto o sta avendo problemi con la giustizia.

3) Non hanno più nemmeno l'alibi "verbale" della discontinuità (ovviamente fittizia) col precedente governo. Il voto è stato compatto e risulta continuativo.

4) Sono stati insensibili all'opinione di quel 61% (ma di più certamente) degli italiani che vogliono lasciare in pace l'Afghanistan

5) Sono 549 deputati - cioè la totalità del Parlamento a parte i 5 che hanno detto no (i 4 più Cacciari) - che rappresentano una minoranza degli italiani. La minoranza peggiore, quella apparentemente vittima di miti razzisti e guerrafondai. Loro - fascisti, berlusconidi, democristiani, Ds, rutelliani, verdi, rifondaroli - hanno mostrato una compattezza bulgara e "unitaria", in difesa del proprio seggio, in difesa dei posti di governo e di sottogoverno, delle poltrone viceministeriali e di commissione.
Hanno agito come nomenklatura unita. 549 nomi da non dimenticare...

6) Ma per forza di cose i nomi che soprattutto non dovremo dimenticare mai sono quelli di Rifondazione, dei Verdi e dei Comunisti italiani.

7) Già. Per favore, almeno questa volta cerchiamo di non dimenticare che anche Diliberto e soci hanno votato con i fascisti a favore della guerra. Stupore? No, perché erano reduci dai bombardamenti di Belgrado. Ma per un po' avevano fatto finta di volersi differenziare.
Se penso che in Italia la solidarietà con Cuba è in mano a questi loschi figuri... Ma come se la possono raccontare, visto che da Cuba arrivano posizioni diametralmente opposte su Iraq, Afghanistan e Palestina?

8) La confraternita dei forchettoni rossi è stata insensibile non solo al richiamo della maggioranza del popolo italiano, ma anche al monito di voci di autorevoli personalità del mondo del pacifismo e della cultura come Gino Strada, Chomsky, Bello, Amin, Tariq Ali e tanti altri.

9) Un pensiero di sdegno vada anche a quelle associazioni che dicono di vivere solo di pacifismo e che hanno dato il loro sostegno alla linea del sì. E sdegno per la condotta scandalosa di Lidia Menapace.

10) I forchettoni si sono dimostrati completamente insensibili al contesto esplosivo del Medio oriente, con Israele che in questi giorni invade nuovamente Gaza e il Libano, col movimento della resistenza afghana in piena ascesa, con l'Iraq che indica la strada per quei popoli che non dispongono delle bombe atomiche, con la prospettiva di dover votare altri sì per intervenire in Somalia (più che probabile), in Siria (forse), in Iran (è da vedere). E voi credete che non sappiano quale aiuto potrebbe venire alla causa palestinese da una vittoria della resistenza afghana?

11) Altro che "danno minore" o cazzate simili! Chi ha a cuore la causa palestinese sta dalla parte di chi combatte contro l'imperialismo, anche quello italiano! Quando cadranno i primi soldati italiani non vengano a spargere lacrime ipocrite: sanno benissimo il macello in cui mandano questi disperati mercenari che chiamano forze armate, peacekeepers ecc.

12) E hanno fatto tutto questo solo per difendere il proprio posto in Parlamento. Ma mi dite che discussione politica si potrà mai avere con gente così cinica da riuscire ad anteporre il proprio scranno alla sorte di altri esseri umani... Il gesto di Cacciari li ha svergognati per sempre, dimostrando che almeno uno dei forchettoni rossi era disposto ad uscire dal branco. E si ricordi che non l'ha fatto per grande intelligenza politica (le sue dichiarazioni sono piene di sciocchezze), ma per una crisi di coscienza.
Quindi qualcuno di loro la coscienza ce l'ha ancora...

13) C'è poi la questione delle intimidazioni fatte dall'apparato di Rifondazione contro i deputati che si sono avvalsi di un loro diritto costituzionale e hanno espresso un dissenso. Sono veramente un branco di lupi inferociti...

14) Ne ho viste tante nei miei 4 decenni di appartenenza al movimento rivoluzionario. Ma su suolo italiano dei precedenti più schifosi (per quantità e qualità) non mi vengono alla mente.

15) Che bello sarebbe se il 19 luglio diventasse il giorno della memoria... della nostra memoria...

Roberto Massari

per la cronaca:

Camera, solo 4 no al rifinanziamento
delle missioni italiane all'estero


Fiducia del Senato sull'Afghanistan
Protesta la Cdl, scontro sul numero legale


Senato, sì alla fiducia su Afghanistan
Prodi: "E' andata come doveva andare"


Afghanistan, raggiunto accordo tra il premier e i 'dissidenti'

Afghanistan, Prodi: "Probabile fiducia"
i dissidenti del Prc pronti a votare sì

LA NOSTRA LIBERTA'


Credo che questa vignetta sia molto più esplicita di qualunque scritto per spiegare quale è la nostra libertà...
che manca (fortuna loro!) al popolo cubano...

IL NONVIOLENTO ABILE E ARRUOLATO

Speriamo che finisca questa moda delle forze politiche di dirsi nonviolente.

Comincio' il Partito radicale e i suoi leader finirono in divisa dell'esercito croato.

Continuarono i Verdi e finirono nel governo che bombardava la Jugoslavia.

Poi si aggiunse anche il Prc che fini' a votare per la guerra afgana.

Speriamo che finisca questa moda delle forze politiche di dirsi nonviolente.

Claudia Cernigoi - Trieste

Fonte: LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO

Foglio quotidiano di approfondimento proposto dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Numero 1371 del 29 luglio 2006

domenica, agosto 20, 2006

Perché Ingrao non parla di Israele?



Mi sono dimenticato di aggiungere che il compagno Ingrao usa i toni duri contro Castro e Cuba, però mai si sognerebbe di usare gli stessi toni contro Israele o contro gli USA...
perché?
sembrerebbe quasi che il ruolo della sinistra in Italia sia quello di distruggere, di revisionare tutto quello che di buono i comunisti e i socialisti hanno fatto nella storia...
inoltre, visto come è finito il movimento nato a Genova nel 2001, non sarà mica stato compito del signorotto Bertinotti e dei suoi amici cercare in tutti i modi di spegnere la protesta che stava crescendo?
e che dire del signorotto Cofferati che prima ha portato 3 milioni di persone in piazza a difesa dell'art.18 e poi quando c'é stato il referendum ha detto di non andare a votare...
e ora amministra la città di Bologna peggio di un fascista....
sarà veramente possibile?
o stò fantasticando troppo? certo che i dubbi è dura togliermeli...
ne approfitto del buon lavoro fatto dagli amici del sito www.arcipelago.org per ricordare alcune cose:

A FUTURA MEMORIA
Uova, scarpe, pomodori e ortaggi vari: questo è quello che meritano quei parlamentari che, quando erano all'opposizione, hanno affollato le manifestazioni del movimento per la pace ed ora che sono al governo votano il finanziamento delle missioni militari italiane all'estero.
In un Paese normale, non succede che esponenti di un governo che fa la guerra pretendano di partecipare alle manifestazioni contro la guerra; in Italia è successo. Non deve accadere più, perchè - in un Paese normale - ognuno si assume le sue responsabilità.

"Se il decreto sull'Afghanistan resta così com'è, non siamo d'accordo e annunciamo il nostro voto contrario", dicono nella loro lettera al premier otto senatori della maggioranza. Gigi Malabarba, Claudio Grassi, Franco Turigliatto e Fosco Giannini (tutti del PRC), Mauro Bulgarelli, Loredana De Petris, Giampaolo Silvestri (Verdi) e Fernando Rossi (Pdci), manifestano la loro contrarietà all'accordo raggiunto ieri tra i ministri D'Alema, Parisi e Chiti con i Capigruppo dell'Unione. - da Repubblica pochi giorni prima del voto al Senato, dove tutti gli otto "dissidenti" hanno votato a favore del finanziamento della missione militare in Afghanistan.

"(La guerra del 1999) ha impedito il massacro del popolo kosovaro. A quello sono serviti i bombardamenti su Belgrado" (Oliviero Diliberto - intervista di G. De Marchis su "la Repubblica" del 26 giugno 2006.)

VOTARE NO AL FINANZIAMENTO
DELLE TRUPPE IN AFGHANISTAN?
UNA FORZATURA INACCETTABILE.
PAROLA DI "PACIFISTA".

L'accordo non ha convinto le minoranze del nostro partito, e anche in questo caso si tratta di
un dissenso che deve avere piena libertà di espressione, col quale è compito della maggioranza
confrontarsi senza anatemi. Tutt'altra cosa sarebbe però trasformare la lecita espressione del
dissenso in tentativo di capovolgere le scelte dell'ultimo congresso con forzature inaccettabili
come il voto contro il rifinanziamento delle missioni. Quello sarebbe un comportamento
decisamente meno accettabile. E col pacifismo avrebbe in realtà poco a che vedere.

Giovanni Russo Spena (Capogruppo Prc - Senato) - da www.aprileonline.info

POLITICAMENTE SCORRETTO

Agenzia ANsIA - Di fronte all'ennesima "esecuzione mirata" israeliana a Gaza - che ha provocato la morte di due bambini ed un adolescente nella giornata di ieri, e di due donne in quella di oggi - il Ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, ha espresso la sua ferma condanna della violenza. In una nota della Farnesina, il Ministro dichiara di ritenere "inaccettabile la politica delle esecuzioni mirate, che sta provocando morti e feriti fra la popolazione civile palestinese, già duramente provata da decenni di occupazione militare" ed ha aggiunto: "Se a commettere queste azioni non fosse Israele, ma un qualsiasi altro Stato, da tempo la comunità internazionale avrebbe adottato sanzioni incisive". La nota della Farnesina si conclude con l'impegno di investire il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite della questione, chiedendo l'adozione di sanzioni economiche nei confronti di Tel Aviv, precisando che questa è anche l'indicazione del premier, Romano Prodi.
Altri commenti dai principali esponenti dell'Unione. In un comunicato emesso dal Botteghino, il segretario dei DS, Piero Fassino, ha fatto profonda autocritica per le sue precedenti prese di posizione "totalmente sbilanciate verso Israele, che ora sta mostrando la sua vera natura di Stato razzista e guerrafondaio", auspicando la rottura delle relazioni diplomatiche con Tel Aviv.
Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha a sua volta duramente condannato la barbara uccisione di donne e bambini, impegnandosi - come gesto simbolico di solidarietà con i Palestinesi - a sbloccare immediatamente l'intitolazione di una strada di Roma al Premio Nobel per la Pace Yasser Arafat, che teneva bloccata da più di un anno, nonostante il parere favorevole della Commissione Toponomastica.
Il Presidente della Camera, fausto bertinotti, rispondendo alla domanda di un giornalista, ha francamente ammesso di essere un coglione vanesio, e si è dissociato da tutte le dichiarazioni filoisraeliane rilasciate negli ultimi cinque anni. Anche bertinotti ha auspicato l'adozione di sanzioni verso Israele, a cominciare dalla sospensione del trattato di associazione con l'Unione Europea e dall'abrogazione dell'accordo di cooperazione militare fra Italia e Israele, sottoscritto da governo Berlusconi. "Mi impegno a calendavizzave al più pvesto la discussione pavlamentave pev l'abvogazione di quell'accovdo immondo, che vende il nostvo Paese complice dell'occupazione militave e coloniale isvaeliana" - ha affermato perentoriamente il padrone del PRC - concludendo che aveva ragione Ferrando e torto lui.
Poi, mi sono svegliato.

Fidel, Cuba, Ingrao, Serra e la sinistra italiana


Sono passati oramai 10 gg dal mio rientro da Cuba e non riesco ancora ad assorbire il trauma causatomi dal passaggio da un Paese che ogni volta mi incanta sempre di più alla nosta sociedad de payasos...
Ho letto le dichiarazioni del vecchio "comunista" Pietro Ingrao:
«Fausto, perchè mandi messaggi a Castro? Lì c’è una dittatura...»
che pensare, ha ragione il compagno Ingrao?
io penso proprio di no...
innanzitutto perché penso che un uomo come Ingrao e come ce ne sono molti altri in Italia, se fosse stato veramente una persona saggia e comunista dopo anni e anni di fallimenti, dopo non aver combinato nulla di buono, avrebbe avuto il buon senso di mettersi da parte e lasciar fare la politica ai giovani...
oltre a questo c'é da dire che il bravo Ingrao quando Fidel commetteva errori, come il sostegno all'invasione sovietica della Cecoslovacchia, lo elogiava e ci scattava foto insieme...
ora che Fidel col passare degli anni è migliorato e con lui è migliorato il socialismo cubano, ora che i medici cubani sono sparsi in tutto il mondo a portare aiuto e solidarietà senza nutrire il minimo interesse...
ora che la sinistra italiana non perde occasione per inviare militari in qualunque angolo del mondo in difesa degli interessi del capitalismo e dell'imperialismo...
bene, proprio ora il vecchio compagno Pietro, prende le distanze da Fidel Castro, etichettando Cuba come una dittatura illiberale...
penso, inoltre, che se Ingrao fosse stato a Cuba a parlare e ad imparare dal popolo cubano, avrebbe appreso una cosa importante:
i popoli e i loro governi, in particolare se indipendenti come è il caso di Cuba, vanno rispettati e non giudicati...
mai si permetterebbe Fidel Castro o un qualsiasi altro dirigente cubano di dire che la sinistra italiana è composta da vecchi comunisti aristocratici che sostengono il capitalismo e i suoi orrori!!
(anche se è la verità!!)
perché hanno rispetto per il popolo italiano e non hanno nessuna intenzione di interferire nella politica di casa nostra...
una domanda mi sorge: perché Ingrao invece di attaccare con questa enfasi Cuba e il suo Lìder (tra l'altro per dei banali auguri di pronta guarigione!!), non attacca i nostri padroni di casa, gli Usa, che hanno sparso dal dopoguerra ad oggi decine di basi militari, che fanno i loro porci comodi uccidendo i nostri concittadini e rimanendo impuniti (vedi Ustica, Cermis, Calipari,...)
che dettano i loro ordini e trovano sempre i nostri politici pronti ad ubbidirli...
che nonostante praticano orrori e crimini contro l'umanità (da Hiroshima al Vietnam all'Iraq senza tregua) non ci stanchiamo mai di dipingerli come portatori di libertà e di democrazia!
forse a Cuba non ci sarà la "libertà" (mi piacerebbe comunque sapere cosa intendono con questa parola, perché se usano la stessa maniera di interpretazione che danno a "democrazia", è meglio non averla!!) però di sicuro hanno la dignità...
quella dignità che gli può permettere di gridare a tutto il mondo che loro da 47 anni sono indipendenti, non dipendono né dagli Usa né da l'Europa né dalla Cina né da qualunque altro Paese...
hanno imparato ad essere indipendenti e a costruire rapporti di reciproco rispetto con altri Paesi...
per me questa è la loro libertà!
ma forse per Ingrao la libertà è quella di prendere per il culo milioni di giovani pieni di ideali e di speranze e che lottano per un mondo migliore e di usarli per arricchirsi e divenire uno dei tanti intellettuali-politici-aristocratici-comunisti.
chiudo qui perché non voglio dilungarmi troppo, vi lascio solo dei links a degli articoli che ho trovato molto interressanti... entonce vi consiglio di prendervi un pò di tempo e leggerveli...

Michele Serra e "el Reino de todavía" di Gennaro Carotenuto

Cuba:Una festa di musica per il compleanno di Fidel di Marco Sacchetti

Frai Betto: Frate domenicano e teologo della liberazione, Betto racconta Fidel e la sua Cuba

hasta la victoria siempre!
Viva Cuba! Viva Fidel! Viva el socialism0!
dimenticavo...
ricordatevi di firmare l'appello in difesa della sovranità di Cuba:
http://www.porcuba.org/

RIVOLUZIONE


RIVOLUZIONE

è senso del momento storico; è cambiare tutto ciò che dev’essere cambiato; è uguaglianza e libertà piene; è essere trattato e trattare gli altri come esseri umani; è emanciparci con i nostri stessi sforzi; è sfidare poderose forze dominanti dentro e fuori dell’ambito nazionale; è difendere valori in cui si crede al prezzo di qualsiasi sacrificio; è modestia, disinteresse, altruismo, solidarietà ed eroismo; è lottare con audacia, intelligenza e realismo; è non mentire mai nè violare principi etici; è convinzione profonda che non esista forza al mondo capace di schiacciare la forza della verità e delle idee.

Rivoluzione è unità, è indipendenza, è lottare per i nostri sogni di giustizia per Cuba ed il mondo, che è la base del nostro patriottismo, del nostro socialismo e del nostro internazionalismo.

Comandante in Capo Fidel Castro Ruz

1º maggio 2000

sabato, agosto 12, 2006

Di ritorno da Cuba


Purtroppo le mie lunghe vacanze nell'Isla mas libre del mundo sono terminate.
Ovviamente tutti si aspetteranno notizie sulla salute del Comandante e sulla situazione interna...
sulla prima sò ben poco, conosco, come altri avranno già letto, il comunicato scritto da Fidel e diramato dal governo cubano agli organi di stampa, nel quale trasferisce i suoi incarichi al fratello Raùl.
In questo momento leggo su RaiNews che Fidel stà recuperando bene e ha cominciato a camminare... Grande Comandante, adelante!
Sulla situazione interna da quello che ho potuto vedere è cambiato ben poco...
è stata sospesa la festa organizzata dalla Fondazione Guayasamin per l'80° compleanno del Comandante (rinviato al 2 dicembre, data del 50° annivesario dello sbarco del Granma) , è stato sospeso il carnevale de La Habana (doveva incominciare il 4 agosto) ...
e poi c'é chi è preoccupato per la salute del proprio leader, c'é chi aspetta un'invasione "liberatrice" da parte degli yankee ... però tutto sommato la vita a Cuba contnua come prima...
sinceramente però non ho voglia di parlare né della salute del Comandante né di cosa succederà quando (spero ovviamente il più tardi possibile) il Comandante ci lascerà!
quest'ultima è la solita domanda stupida che non sopporto e che dovrebbe essere formulata solo da coloro che non conoscono la storia del xx secolo, solo da coloro che non sanno che la Rivoluzione Cubana dal lontano '59 ha continuato a crescere nonostante un'invasione, il terrorismo, il blocco economico e finanziario, le menzogne e le minacce del più potente e violento stato della storia.
Ha continuato implacabile quando è crollato il blocco socialista prodotto dall'Urss ...
anche allora i leccapiedi dell'imperialismo yankee e i mafiosi cubani rifugiatisi a Miami al trionfo della Rivoluzione erano pronti a far festa e a riprendersi l'Isla, però dovettero fare i conti ancora una volta con la tenacia, l'intelligenza e la voglia di libertà e di indipendenza del popolo cubano ...
non crollò e quindi perché dovrebbe crollare adesso?
i giornalisti italiani dovrebbero spiegarcelo, dovrebbero dirci quali sono le motivazioni che dovrebbero spingere il popolo cubano a cambiare il proprio sistema che senza dubbi offre maggiori diritti di qualsiasi altro paese afrolatinoamericano...
un popolo che non ha visto negli anni della Rivoluzione i desaparesidos come in Argentina o in Brasile
che non ha visto bambini vivere nell'immondizia, morire per fame o tirare la colla per farsela passare
che non ha visto analfabeti
che non ha vissuto guerre e violenze
che non ha visto svendere il proprio Paese alle multinazionali e a piccole lobby di ricchi
che non ha visto i propri militari partire per altri Paesi ad uccidere per denaro e per interessi
un popolo che ha capito con la Rivoluzione che per essere liberi è necessario leggere, studiare, conoscere, ridere, ballare, cantare ed essere solidali con gli altri
questo che ho scritto mi è stato confermato dal mio terzo viaggio a Cuba e come sempre ne sono rimasto incantato, con tutti i limiti che un Paese del Terzo Mondo strangolato da 47 anni può avere...
Forse si può dire che gli ingredienti indispensabili alla Rivoluzione Cubana sono l'ironia, la satira e il grottesco, cioé il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente.
Indubbiamente questi ingredienti li ho visti per tutta Cuba, quindi per coloro che attendono con ansia il crollo della Rivoluzione posso solo dire che hanno ancora parecchio tempo d'aspettare...
una risata vi seppellirà!