giovedì, giugno 29, 2006

José Carlos Mariátegui

“La palabra Revolución, en esta América de las pequeñas revoluciones, se presta bastante al equivoco. Tenemos que reivindicarla rigurosa e intransigentemente. Tenemos que restituirle su sentido estricto y cabal. La revolución latino-americana, será nada más y nada menos que una etapa, una fase de la revolución mundial. Será simple y puramente, la revolución socialista. A esta palabra agregad, según los casos, todos los adjetivos que queráis: antiimperialista, agrarista, nacionalista revolucionaria. El socialismo los supone, los antecede los abarca a todos....
No queremos ciertamente, que el socialismo sea en América calco y copia. Debe ser creación heroica. Tenemos que dar vida con nuestra propia realidad, en nuestro propio lenguaje al socialismo indo americano. He aquí una misión digna de una generación nueva.”

Guantanamo, Italia

L'arresto dell'11 Marzo scorso a Milano di 25 ragazzi ha trovato spazio anche nel Blog di Beppe Grillo: http://www.beppegrillo.it/2006/06/post_21.html
Mentre Vittorio Emanule e Salvatore Sottile, ex-portavoce di Fini alla Farnesina, hanno già ottenuto gli arresti domiciliari e la scarcerazione, questi ragazzi rimangono in carcere senza processo. Che vergogna!
Giustizia di classe, vogliono impedirci di manifestare, vogliono impaurirci... non permettiamolo!

Ritornando al 25 Aprile

Continuo a leggere qua e là sul web commenti ed articoli a proposito dell'appena passato 25 Aprile.
C'è chi parla di 4 cretini che si permettono di bruciare le bandiere di Israele, c'è chi parla di giovani estremisti di sinistra, chi di fascisti di sinistra.
Non sono solo visitatori qualsiasi del web ma, i più, sono giornalisti.
Io ho sempre pensato che quest'ultimi abbiano un ruolo fondamentale nella crescita democratica di un Paese, sono loro che dovrebbero smascherare i politici o i potenti di turno e sputtanarli davanti ai loro concittadini quando questi si permettono di dire menzogne e falsità.
Inoltre avrebbero il dovere morale e professionale di mettere i puntini sulle "i", di essere precisi e puntigliosi su tutto e su tutti, di farci imparare a ragionare e a non prendere per verità quello che ci viene detto da questa o quella "personalità".
Così purtroppo non è.
Anzi a volte diventano pure loro dei politici, come accade più spesso (vedi le ultime elezioni) e sempre più spesso ce li ritroviamo nelle file della "sinistra".
Ho voluto prendere come esempio il 25 Aprile di Milano perché nessuno dei media più diffusi e anche parecchi dei giornalisti on-line, ha detto la verità.
I cosiddetti 4 cretini erano dei semplici cittadini arabi che si sono uniti spontaneamente, scendendo giù in strada, ad un corteo, alternativo a quello ufficiale, partito da viale Padova.
Un corteo nato per ricordare che festeggiare il 25 aprile oggi significa sopratutto stare al fianco di quei popoli che lottano per la loro Liberazione.
Non male l'idea, che ne dite?
Ricordare la Liberazione e la Resistenza antifascista collegandola con la situazione attuale, ovvero facendo presente a tutti, dai più grandi ai più piccoli che oggi le cose non sono affatto cambiate, anzi ci sono molti popoli, come quello iracheno, quello palestinese, i popoli indio-latino-americani e il popolo nepalese che sono in lotta per la loro Liberazione.
Forse dovrebbero insegnarlo anche nelle nostre scuole per far capire ai giovani che quello che è successo in Italia succede oggi in molti paesi.
In questo modo i nostri giovani apprenderebbero meglio le conquiste della lotta anti-fascista e avrebbero una visione attuale di quello che significa il razzismo, il colonialismo, lo sfruttamneto e la guerra.
Capirebbero che gli invasori, i fascisti, gli imperialisti non sono mai stati sconfitti, anzi il nostro Paese, oggi più che mai, appartiene a questa schiera.
Questa schiera di Paesi Padroni che sfruttano, colonializzano e massacrano 3/4 del mondo per poter arricchirsi sempre più.
Questa schiera di Paesi Padroni che anche al loro interno sfrutta gli immigrati, e non solo, per pochi soldi.
Tornando a quanto successo il 25 Aprile a Milano, nel corteo alternativo c'è stata anche una cerimonia simbolica di un funerale ad un immigrato ucciso pochi giorni prima da un vigilantes.
Un assassinio che testimonia le condizioni di razzismo e di sfruttamento presenti nelle nostre città.
Quindi nello stesso giorno in cui elicotteri israeliani, per l'ennesima volta, lanciavano missili contro auto palestinesi a Gaza, uccidendo 4 persone, l'ambasciatore israeliano in Italia e la cricca sionista gridano allo scandalo per le “offese alla bandiera”, nascondendosi furbescamente dietro la partecipazione della “Brigata ebraica” alla manifestazione del 25 aprile. Una partecipazione che guarda caso è iniziata dopo lo scoppio dell'Intifada nel 2000 ed è stata sempre utilizzata dai sionisti in chiave propagandistica, cosa che non onora né i partigiani ebrei che hanno combattuto il nazifascismo (a loro tempo criticati proprio dai circoli sionisti!), né le vittime dell'Olocausto nazista. Di nuovo si sono levate le accuse di antisemitismo e tutta la classica operazione di confusione utile ai sionisti per mettere lo stato di Israele al riparo da ogni critica.
E la “sinistra” italiana che fa? E i giornalisti che fanno? Ovviamente stanno tutti con Israele!
Quindi la domanda è: bruciare la bandiera di Israele, simbolo per un arabo di colonialismo, repressione, morte e sfruttamento, è davvero un grave fatto di inciviltà?
Un vecchio partigiano sarebbe stato accusato di essere un fascista se lo avessero visto bruciare la bandiera nazista?
Siamo noi dei fanatici estremisti terroristi o sono gli altri che sono ipocriti, menzogneri e leccapiedi?
E comunque sia, presentarsi ad un corteo antifascista con le bandiere di uno stato che viola diritti umani e risoluzioni delle Nazioni Unite come se piovesse, mi sembra quantomeno un po’ inelegante.

Per essere più precisi elenco solo una minima parte di crimini contro l’umanità compiuti dallo Stato israeliano in appena un paio di giorni di un qualsiasi mese di un qualsiasi anno di un campagna di sterminio che supera di gran lunga il mezzo secolo e qualsiasi persecuzione subita da una collettività in termini così feroci per un periodo così prolungato in così completa complicità della comunità internazionale:

Nablus, 02/05/2006
Irruzione dei militari israeliani nel campo profughi di Balata.

Betlemme, 02/05/2006
Le truppe di occupazione israeliana invadono il centro medico di Beit Sahur.

Gaza, 02/05/2006
Missile israeliano uccide due persone e ne ferisce tre nel campo profughi di Jabaliya.

Gerusalemme, 02/05/2006
MSF francese condanna il boicottaggio Usa/EU dei fondi ai palestinesi.

Betlemme, 02/05/2006
Squadroni militari israeliani hanno attaccato la città e arrestato tre giovani.

Qalqiliya, 02/05/2006
Le forze di occupazione hanno attaccato la città e i dintorni e arrestato tre palestinesi.

Gaza, 02/05/2006
Statistica aggressioni israeliane nel mese di aprile: 36 morti e centinaia di feriti palestinesi.

Jenin, 02/05/2006
Bombe israeliane nel cortile di una scuola.

Betlemme, 01/05/2006
Le Forze di occupazione hanno assaltato il villaggio di Beit Tamar, a est di Betlemme, e hanno arrestato sei palestinesi.

Gaza, 01/05/2006
Appello del ministro della Sanità: "Le scorte di medicinali sono quasi terminate. A rischio bambini e anziani malati".

Gaza, 01/05/2006
Syam annuncia il coordinamento di tutte le strutture militari e di sicurezza palestinesi.

Ramallah, 01/05/2006
Hamas dichiara ufficialmente il rinvio del dialogo nazionale.

Tulkarem, 01/05/2006
Uccisa da soldati israeliani madre di 41 anni.

Jenin, 01/05/2006
Assalto israeliano nelle case. Dieci arresti.

Gerico, 01/05/2006
Estesa operazione militare israeliana contro la città: 5 palestinesi feriti

Gerusalemme, 01/05/2006
Shaul Mofaz sarà ministro dei Trasporti nel nuovo governo israeliano.

Nablus, 01/05/2006
Cittadini costretti a passare in mezzo ai campi dai militari israliani che hanno impedito loro di oltrepassare la barriera di Za'atarah.

E poi c'é la questione Moratti! Ho letto che il padre Paolo Brichetto Amaboldi è ex deportato a Dachau e medaglia d'argento della Repubblica. Lo dicono tutti, sarà senz'altro vero!
Ma chi è veramente il padre di Letizia Moratti?

Per spiegarlo vi riporto questo stralcio tratto da: http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o6567

Paolo Brichetto Arnaboldi, insignito di medaglia d’argento della resistenza per meriti a noi ignoti se non quelli di essere finito a Dachau, come migliaia di altri italiani che la medaglia non l’hanno ricevuta, non è il mite vecchietto su sedia a rotelle che si vuole far credere.
Perché sono così dura? Naturale: questo è l’effetto che mi fanno i golpisti, ed in generale i loro sodali e/o fiancheggiatori.
Paolo Brichetto viene indicato da Edgardo Sogno come uno dei venti componenti dei famigerati “Comitati di Resistenza Democratica”, in un’intervista, mai smentita dalle persone citate, pubblicata da Panorama il 21/12/1990:
“… I "magnifici 20", come li chiama, che nel maggio del 1970 fondarono i Comitati di resistenza democratica, Crd, il cui obiettivo era impedire con ogni mezzo che il Pci andasse al potere, anche attraverso libere elezioni. C'erano i luogotenenti della Brigata Franchi: Uberto Revelli, Angelo Magliano, Paolo Brichetto (il padre della signora Letizia Brichetto Arnaboldi in Moratti ndr), Stefano Porta, Adolfo e Cecilia Beria D'Argentine, Vittorio Baudi di Selve; i partigiani di altre brigate: Felice Mautino, Silvio Geuna, Aldo Geraci, Roberto Dotti, Antonio Borghesio, Ugo Colombo; i corrieri di Ferruccio Parri e del Clnai: Guglielmo Mozzoni, Agostino Bergamasco, Edoardo Visconti; e poi vecchi antifascisti di area liberal - democratica come Filippo Jacini, Giorgio Bergamasco, Napoleone Leuman, Ugo e Giancarla Mursia, Domenico Bartoli, Giovanni Sforza, Camillo Venesio e Marco Poma. [...]
lei sta dicendo che avrebbe sovvertito il risultato di libere elezioni ricorrendo alla lotta armata?
[
...] Sapevamo che uno dei modi per dissuadere il Partito comunista italiano era creare il "complesso cileno": era bene che i comunisti sapessero che ci sarebbe stata una risposta. [cut] … E noi allora avevamo preso l'impegno di colpire anche gli italiani traditori che avessero fatto un governo con i comunisti. Oggi la Dc si guarda bene dal dire queste cose, perché ha paura. Ma noi prendemmo l'impegno di sparare contro coloro che avessero fatto il governo con i comunisti.
Ha detto sparare, ambasciatore, sparare?
Sì, sparare.”
Ora, questa vicenda è di quelle che fanno accapponare la pelle: se da una parte l’allora giudice Luciano Violante emise un mandato di cattura per Sogno ed altri indagati per il tentato “golpe bianco”, dall’altra, nel 2000, l’allora Presidente del Consiglio Amato, concesse i funerali di stato ad un golpista.
E la pelle la fa accapponare perché nella corsa al revisionismo di stampo elettorale, quello che vuole accreditare la fandonia che il 25 aprile sia la giornata di “tutti gli italiani”, si commette sempre lo stesso errore: stigmatizzare chi la memoria storica non la considera un optional da usare quando ci pare a noi, ma materia fondante dell’ideale e del pragmatismo politico che passa di generazione in generazione.
Io rimango convinta che la resistenza sia cominciata ben prima del 1943. La resistenza al fascismo è iniziata con il ventennio: Matteotti era un partigiano così come lo sono stati tutti coloro che si sono opposti al progressivo annientamento delle istituzioni ad opera degli italoforzuti dell’epoca.
È iniziata, quella armata, nel 1936, quando due opposti schieramenti – quelli che sostenevano il fascismo e quelli che invece si opponevano ad Hitler e Mussolini – partirono per la Spagna.
Dei compagni, quelli della Brigata Garibaldi ho scritto nel post precedente.
Oggi voglio scrivere degli altri, quelli che andarono a sostenere – al pari di Mussolini e Hitler - il Generalìsimo Francisco Franco, l’uomo che aveva rovesciato il governo democraticamente eletto in Spagna e che per più di 35 anni avrebbe mantenuto con pugno di ferro la dittatura nel paese iberico.
Mentre gli aerei di Mussolini ed Hitler bombardavano le roccaforti repubblicane, i "falangisti" come Edgardo Sogno furono la risposta fascista alla grande mobilitazione internazionale contro il fascismo.
Paolo Brichetto Arnaboldi aveva fatto parte della Brigata Franchi, comandata da Edgardo Sogno. Paolo Brichetto Arnaboldi era diventato un membro dei Comitati di Resistenza Democratica, fondati da Edgardo Sogno.
Io lo ricordo. E a quanto pare, anche altri fischiatori lo ricordavano. Magari non i più giovani, che hanno fischiato la Signora Letizia Brichetto Arnaboldi in Moratti per l’invereconda riforma che porta il suo nome da sposata.
Quelli più anziani non fischiavano lei. Fischiavano lui. Ed avevano ragione.
Quando ci vorrebbero un Eisenstein e una bella scalinata, mai che se ne trovasse qualcuno disponibile. Però la carrozzella ce l'avevamo, no?

E
poi voglio ricordare questo 25 Aprile 2006 anche per quello che è successo a Piacenza, città medaglia d'oro della Resistenza, dove i neofascisti hanno ricordato i caduti, fascisti e antifascisti, sotto i bombardamenti statunitensi.
http://www.liberazione.it/giornale/060428/LB12D6C9.asp

In conclusione, che si potrebbe dire?
Forse che è strano che tutti i giornali e giornalisti di “sinistra” non ci abbiano detto queste verità?
Forse che tutti gli italiani avevano diritto a sapere chi erano i veri provocatori?
Forse che questo Nostro Paese va alla rovescia?
Oppure forse è meglio così, forse è giusto festeggiare il 25 Aprile tutti insieme, antifascisti e fascisti, sionisti e palestinesi, carnefici e vittime; forse è giusto che un presidente della Repubblica dia medaglie al valore a coloro che uccidono per denaro; forse è giusto piangere i nostri morti ed essere indifferenti davanti ad altre morti; forse è giusto condannare chi brucia una bandiera ed assolvere chi ordina di bombardare, stuprare e torturare gli infedeli...
Forse è giusto credere a tutto, è giusto credere che due aerei vengano dirottati, si schiantino contro le più alte torri del mondo, l'acciaio si scioglie come burro, queste crollano, ovviamente prima crolla la seconda torre colpita e poi la prima, e poi altri due aerei vengono dirottati, uno va contro il pentagono facendo un buco che non è nemmeno la metà di un boeing e senza lasciare detriti e senza che nessuna telecamera nel posto più videosorvegliato del mondo possa riprenderlo, e l'altro si schianta al suolo senza che i suoi passeggeri lascino parenti... ed intanto c'é chi fa miliardi a palate e lancia guerre preventive contro il terrorismo...
Non lo sò... è sempre più dura capire questo Nostro Strano Mondo... (per non dire questo mondo di merda)...
Infine, forse aveva proprio ragione il grande Giorgio Gaber, quando ci diceva che "Il falso è un'illusione che ci piace, il falso è quello che credono tutti, è il racconto mascherato dei fatti, il falso è misterioso e assai più oscuro se mascherato con un pò di vero, il falso è un trucco, un trucco stupendo per non farci capire questo nostro mondo, questo strano mondo, questo assurdo mondo in cui tutto è falso, il falso è tutto."

FONTI:

Sulla manifestazione del 25 aprile a Milano
Coordinamento di lotta per la Palestina - Milano
http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o6537

Il padre della Moratti: partigiano "bianco" e golpista!!!!!
Dacia Valent
http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o6567

Piacenza: il 25 aprile diventa festa “nazi”
No al corteo antifascista (qualcuno s’indigna?)
http://www.liberazione.it/giornale/060428/LB12D6C9.asp
 

 

PERCHE' SKY OSCURA ARCOIRIS?

Purtroppo sono già 148 giorni che ARCOIRIS aspetta di avere un numero da SKY.
Per chi non lo sapesse ARCOIRIS.TV oltre ad essere un ottimo sito dal quale poter scaricare filmati è anche una TV satellitare. Una TV alternativa che consente ai suoi telespettatori di deciderne la programmazione, oltretutto una TV senza pubblicità. Una TV che trasmette TELE SUR !!
Quello che dovrebbe essere la nostra RAI!!! Con tutto quello che la paghiamo!!
ARCOIRIS.TV trasmette dal satellite Hot Bird, lo stesso usato da SKY.
Veniamo quindi al dunque...
SKY avendo una buona diffusione sul territorio e fornendo agli utenti un proprio decoder, ha preso la decisione di eliminare dai suoi numeri, ovvero dai canali offerti dal proprio decoder, proprio ARCOIRIS.TV.
Il perché lo lascio immaginare a voi...
Una soluzione è utilizzare un decoder Free-View oppure per chi avesse un abbonamento SKY disdirlo o almeno in qualità di cliente fare pressione per dare un numero ad ARCOIRIS.TV.
Per il momento andate a firmare l'appello.
Per la programmazzione e le impostazioni cliccate QUI.

p.s. un'altra cosa che non mi è chiara è come mai la RAI trasmessa dal satellite oscura prime visioni, partite di calcio, ...

venerdì, giugno 16, 2006

CHI E' LU RE?

IL ‘CHE’ VIVE

Rinasce la speranza non solo per i popoli dell'Indio-Latino-America, ma per i popoli di tutto il mondo. Il 'Che' lotta insieme a noi, le sue idee sono vive e non moriranno mai!
W Fidel, Hugo e Evo, W i popoli di Cuba, Venezuela e Bolivia...
ma in particolare
Viva la Resistenza del popolo iracheno!

Stiamo seguendo la strada tracciata dal Comandante Guevara
● Ha proclamato il Presidente Evo Morales a La Higuera

MARÍA JULIA MAYORAL

LA HIGUERA, Bolivia, 14 giugno. – Noi che oggi stiamo lottando nell’America nostra per l’uguaglianza, la giustizia, la solidarietà e per una vita in armonia con la natura, non possiamo fare altro che seguire la strada tracciata da ‘Che’ Guevara, ha affermato Evo Morales, Presidente di questa nazione sudamericana, di fronte a centinaia di boliviani, venezuelani e cubani riuniti qui per celebrare il 78º anniversario della nascita del Guerrigliero Eroico. [LEGGI]

giovedì, giugno 15, 2006

POVERO BOSSI! IO VOTO NO!

Leggo dal Corriere della Sera che l'"onorevole" Bossi ha dichiarato che se al referendum del 25-26 giugno dovesse vincere il NO vorrà dire che «il Paese non cambierà mai più democraticamente. Bisognerà trovare altre vie».
Ha detto anche che «se vincono i no, piangerò. Vorrebbe dire che la gente non ha capito nulla» e che «per certi versi stavamo meglio sotto l’Austria».
Queste le parole di un dipendente del popolo italiano, strapagato dagli italiani per dire bestialità come queste.
Viene così riconfermata per l'ennesima volta la barzelletta del secolo secondo cui quella del Nord è la "parte più avanzata del paese".

p.s. comunque queste parole sono l'ennesimo motivo per votare NO al referendum!

Io voto NO! Costituzione Italiana: organo vitale dal 1948
il 25 e il 26 giugno non è un referendum come gli altri.

VIVA IL SOGNATORE DEL NONO PAESE

Riporto qua sotto un appello del CNJ (Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia), io l'ho sottoscritto:
Qualcuno pensava di avere già visto tutto; invece mancava ancora qualcosa.

Avevamo già visto la guerra fratricida, scatenata dai revanscisti dell'Ordine Europeo hitleriano. Fatta di distruzioni, sevizie e spostamenti forzati di popolazioni intere.
Avevamo visto la cancellazione di un grande paese per decreto della "comunità internazionale", e, sempre per decreto della "comunità internazionale", la sua sostituzione con sei republichette delle banane, che pare diventeranno almeno otto, secondo il criterio del sangue, il criterio delle SS.
D'altronde, avevamo visto santificare i nazisti; bombardare i treni; trafficare armi nelle autoambulanze; delocalizzare lo sfruttamento; imporre che la stessa lingua fosse chiamata con quattro o cinque nomi diversi; chiamare "invasore" chi abitava la propria terra e "liberatore" chi usava uranio impoverito; regalare un feudo al contrabbandiere di sigarette; stuprare con le bottiglie; rapire e non restituire il cadavere; prendere a piccozzate gli affreschi medioevali; cannoneggiare i ponti; tagliare le teste; espropriare le case ai poveri per darle agli investitori stranieri; riscrivere la storia per infangare i partigiani della libertà e riabilitare visir e feudatari.

Qualcuno di noi pensava di avere già visto tutto. E invece mancava ancora la messa all'Indice dei poeti.

Al più grande drammaturgo di lingua tedesca contemporaneo stanno ritirando i riconoscimenti e stanno impendendo la rappresentazione delle sue pièces.


Non avviene laggiù, nel "paese delle guerre", bensì qui, in Francia e Germania, nell'Europa che vorrebbe essere di Voltaire e di Goethe. È qui, nel paese della Commissione, che viene considerato peccato mortale aver visto tutto quanto sopra e volerne persino riferire. È qui, nel paese dei Tribunali Internazionali, che è vietato porsi domande, viaggiare, interloquire con chi non si deve conoscere. È qui che è vietato descrivere il "nemico" come un essere umano, parlargli, capire.
La "colpa mortale" di Handke è infatti quella di aver presenziato - da "testimone", come ha precisato egli stesso - ai funerali di Slobodan Milosevic. Milosevic, che l' "Europa", per assolvere se stessa, vorrebbe capro espiatorio assoluto del dramma jugoslavo. Milosevic, che ha resistito alla prepotenza devastante dell' "Europa" fino a perirne.

Questa "Europa" che crea nemici mortali nel suo seno è ripugnante. L'Europa senza la Jugoslavia è ripugnante. Essa non potrà mai essere il nostro paese.

Handke si riferì al "Nono Paese" come metafora della Jugoslavia nel primo testo da lui scritto in merito alla tragedia scatenatasi nei Balcani dal 1991.

Abbiamo un fortissimo bisogno di "sognatori del Nono Paese"come Peter Handke. A lui va tutta la nostra stima, ammirazione e solidarietà.


"La Jugoslavia, per quanto frammentata sia potuta essere, era il modello per l'Europa del futuro. Non l'Europa come e' adesso, la nostra Europa in un certo senso artificiale, con le sue zone di libero scambio, ma un posto in cui nazionalità diverse vivono mischiate l'una con l'altra, specialmente come facevano i giovani in Jugoslavia, anche dopo la morte di Tito. Ecco, penso che quella sia l'Europa, per come io la vorrei. Perciò, in me l'immagine dell'Europa è stata distrutta con la distruzione della Jugoslavia."
(P. Handke)


Per aderire all'appello scrivere a: jugocoord @ tiscali.it . Per informazioni sulle opere di Handke e per alcuni dei suoi testi riguardanti Milosevic e la Jugoslavia, oltre a tutti gli aggiornamenti sulle censure operate dalla Comedie Francaise e dal Comune di Duesseldorf si veda: http://www.cnj.it/CULTURA/handke.htm

Pietro Fasciolo



Ho inserito un nuovo articolo di Walter Delfini, datato 13 Ottobre 2001, il quale ricorda Pietro Fasciolo, partigiano in Jugoslavia.
Pietro, detto "l'aquila" fu un riferimento importante del mondo operaio e del pensiero libertario novese nell' immediato dopo guerra.
Vi è anche un articolo scritto dal nipote Davide: Pietro l' "Anarchico"

lunedì, giugno 12, 2006

FORZA GHANA

Mi associo anch'io all'appello di Beppe Grillo :
"... Se vince l’Italia siamo spacciati, il nostro calcio è morto.
Se vogliamo bene all’Italia, al gioco del calcio, a un minimo di onestà, di decenza, dobbiamo gridare: FORZA GHANA!!! Fateli neri i nostri azzurri."

giovedì, giugno 08, 2006

USA: Le grandi contraddizioni

Martedì 13 giugno 2006, ore 20,45
Sala Guicciardini - Via M. Melloni, 3 - Milano

La storia dei cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti d’America

Intervengono:
Roberto González, avvocato e fratello di René González, uno dei cinque cubani
Tecla Faranda, esponente dei Giuristi Democratici
Sergio Nessi, della segreteria nazionale Associazione Italia-Cuba

Oggetto dell’incontro è la vicenda giudiziaria dei cubani Antonio Guerrero, Fernando González, Gerardo Hernández, Ramón Labañino e René González, accusati di spionaggio e da otto anni ingiustamente detenuti negli USA, in violazione delle stesse leggi statunitensi.

Mentre i cinque cubani che investigavano per prevenire azioni terroristiche contro Cuba sono in carcere, un vero terrorista come Luis Posada Carriles gode di un trattamento di favore negli USA e invece di essere incriminato per ripetute azioni di terrorismo, è sotto processo per ingresso illegale nel paese.

per informazioni e contatti:

A.N.A.I.C. Circolo di Milano amicuba@tiscali.it

Via Pietro Borsieri, 4 - 20159 MILANO tel. 02-680862

www.italia-cuba.it

Franco Trincale, il cantastorie

Vi segnalo il sito del cantastorie Franco Trincale:
http://www.trincale.com/
potete vedere ed ascoltare la sua ultima ballata:
ALTRI ANCORA ...BASTA! dedicata ai "morti per la pace"

http://www.trincale.com/MORTIiraklarg.wmv

GRAZIE, COMANDANTE "CARLO"!

Ho inserito tre nuovi articoli, inviatimi e scritti dall'amico Walter Delfini, che ricordano Giambattista Lazagna, nome di battaglia "Carlo".
Penso che sia doveroso per tutti gli amanti della libertà e della democrazia (quelle vere! non quelle propinatici dall'attuale sistema capitalista-imperialista!), vecchi o giovani che siano, fare in modo che la memoria di questi grandi personaggi rimanga viva.
Ricordare chi ha combattuto il nazi-fascismo dovrebbe farci pensare che le lotte di Liberazione e di Autodeterminazione di qualsiasi Popolo del Mondo devono essere sostenute senza se e senza ma, se veramente si hanno a cuore determinati valori ed ideali.
Non riesco a capire coloro che parlano di resistenza, di liberazione e poi osano definire la resistenza del popolo iracheno una resistenza con la "r" minuscola oppure coloro che smettono di sostenere il popolo palestinese perché Hamas ha vinto le elezioni.
Ovviamente mi stò riferendo alla cosidetta sinistra radicale...
sempre più distante dalla gente anche in Italia e addirittura all'interno dei loro Partiti.
Comunque gli articoli pubblicati sono:

GRAZIE, COMANDANTE "CARLO"! di Walter Delfini

LA STORIA COME RIFLESSIONE SUL PRESENTE di Walter Delfini

CANTALUPO LIGURE: OMBRE SULLA MEMORIA di Walter Delfini

vi ricordo anche:

LE RAGIONI DELL'ANTIFASCISMO

mercoledì, giugno 07, 2006

istruitevi, agitatevi, organizzatevi

inauguro il blog di Venceremos in un giorno in cui la guerra fa ancora notizia.

ieri è morto un altro ragazzo italiano, Alessandro Pibiri di 24 anni, è morto come i suoi commilitoni in Iraq, a Nassiriya.

e come il solito è ricominciato il bla bla bla dei "nostri politici" e dei "nostri giornalisti".

c'é chi dice "ritiro immediato", la cosidetta sinistra radicale, c'é chi dice "ritiro entro i termini già stabiliti", Prodi, c'é chi dice come Rutelli "nessuna fuga, nessun cambiamento: non sono certo i terroristi a determinare l'agenda di un grande Paese come l'Italia", c'é chi continua a dire, come Casini, che in Iraq il nostro Paese non ha fatto la guerra, che le nostre truppe lavorano in coerenza con il dettato costituzionale e che il nostro Paese lavora per la pace contro il terrorismo.
c'é chi come Fini dice che l'Italia non ha truppe d'occupazione.
c'é chi dice, (incredibile ma purtroppo vero), che gli assassini del caporale Alessandro Pibiri e quanti compiono violenze e uccisioni in Iraq sono nemici della democrazia che vogliono impedire alle forze della coalizione di condurre a termine la loro missione per la libertà e la democrazia. E' il concetto espresso dal portavoce del Dipartimento di Stato americano, Sean McCormack, nel rendere omaggio al sacrificio del militare italiano.

e c'é il padre del ragazzo morto che dice: "«Prima rientrano a casa meglio è. L'Iraq è un posto dove la vita umana non conta, mentre la popolazione è da aiutare».

quest'ultima è senza dubbio l'unica dichiarazione credibile e degna di nota.

c'é comunque da dire che, come al solito, i morti che vengono ricordati e che fanno piangere sono solo quelli italiani, ovviamente gli italiani "brava gente", quelli che "annichiliscono", quelli che non uccidono, quelli che "vi faccio vedere come muore un italiano", quelli che fanno il saluto romano e nelle caserme appendono le bandiere fasciste.

I serbi, gli iracheni, gli afghani sono i terroristi, i mostri, che uccidono e stuprano.

dopo le torture di Abu Ghraib, dopo la strage di Fallujah dove i portatori di democrazia e libertà hanno utilizzato il fosforo bianco, dopo la strage di Ishaqi, dove sono stai uccisi civili iracheni, dopo l'utilizzo delle armi al laser ad alta energia, dopo averci ingannato sull'11 settembre ed averlo usato per bombardare, distruggere, violentare, uccidere, torturare, massacrare due Paesi, due Popoli....
dopo tutto questo, come possono i Padroni del Mondo parlarci di violenze e uccisioni?

Possono perché loro sono i Padroni, loro decidono cosa è giusto e cosa è sbagliato, loro condannano e processano chi vogliono e come vogliono.

Io sinceramente, sarò crudele, ma non provo quel dolore che i nostri media cercano di inculcarci...
provo molta rabbia, quella si, ma è la stessa che provo ogni giorno quando sento di persone che perdono la loro vita sul posto di lavoro (3 al giorno nel "bel paese")
è la stessa che provo quando muoiono iracheni, palestinesi, cubani, inglesi, israeliani o statunitensi...
è la stessa rabbia che mi provoca questo sistema di morte e di ingiustizie....
della storia di questi ragazzi, come di quei militari italiani che grazie alla guerra di Clinton, Blair e D'Alema nella ex-Jugoslavia, sono morti di cancro a causa dell'uso criminale dell'uranio impoverito... posso dire ben poco
loro sono stati al gioco dei loro Padroni e dovevano ben saperlo che ai loro Padroni non gliene frega niente né di loro né tantomeno degli altri. A loro gli interessano i propri affari e basta. E questi bravi ragazzi come i loro Padroni erano spinti solo dal denaro...
per favore non parlatemi di missioni umanitarie o di altre balle simili...
La storia dovrebbe insegnarcelo...
la più grande missione umanitaria che potrebbe fare l'Europa è di ritirare tutti i suoi predicatori e portatori di pace da tutti i Paesi del Mondo, solo così li aiuterebbe veramente.
Oppure come fa Cuba, che manda i medici a Giava , in Bolivia , in Paquistan ...
ve lo immaginate? come sarebbe il mondo con tanti Gino Strada in soccorso delle vittime di guerra o delle catastrofi naturali?
Beh, Cuba da quando è socialista lo fa e lo continua a fare, nonostante un blocco economico, politico e finanziario... però nessuno ne parla... perché?
Questa nostra società, che ricordiamoci sfrutta i 3/4 del mondo per soddisfare l'ignoranza e l'egoismo di "fintobenessere" di poche persone è frutto del peggiore sistema creato dall'uomo: il capitalismo.
E dovremmo cominciare a contare le vittime che ogni giorno fa...
un sitema che non può stare un solo secondo senza guerra è un sistema orribile.
Questo sistema è il vero terrorismo.

Per concludere vi riporto un bellissimo articolo scritto da Babsi Jones qualche tempo fa...
ascoltiamola se vogliamo fermare il massacro...

istruitevi
perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.

agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.

organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.

antonio gramsci

caro compagno effe,
tu sei comunista e io sono comunista. o meglio: tu sei comunista ma forse un giorno non sarai più comunista e basta, invece io sono comunista e dietro c'è tutta una serie di ragioni quasi valide che sto per illustrarti. vedi, caro compagno effe, io ho sempre votato comunista perché ho studiato tutte le dottrine politiche possibili e mi sono detta che il comunismo funziona benissimo. è l'idea che preferisco e che più assomiglia al mio modello di società ideale. quella comunista è una società laica (e io odio l'impostura di dio, di qualunque dio, perché dio non esiste), è una società paritaria ed equa (e io penso che gli individui siano tutti uguali e come tali debbano vivere), è una società senza proprietà privata (e io penso che la proprietà privata sia una grande schifezza inventata per far sì che gli uomini non siano tutti uguali). questi tre postulati mi bastano e avanzano per aver scelto il comunismo. io sono comunista da sempre. ero comunista anche prima di sapere di esserlo: in 1a elementare ero il tipo di bambina che, in presenza di numero 30 piccoli studenti e numero 18 merendine disponibili (ché alcuni erano troppo poveri per portarsi la merenda da casa e restavano digiuni) saliva in piedi sul banco per incoraggiare la classe alla collettivizzazione delle merende: mettiamole in comune e dividiamole per 30, così avremo tutti un po' di merenda e nessuno avrà fame e studieremo meglio, dicevo. dentro di me albergava già karl marx, anche se a stento sapevo scrivere le maiuscole. poi sono diventata grande, e fra le altre cose ho letto gramsci, ho letto pavese, ho letto i diari di che guevara, ho letto un bel po' di cosette e mi sono detta che il comunismo proprio mi piace. vedi, caro compagno effe, io non sono di quelli che gli errori del comunismo non li vogliono vedere: li ho visti, eccome. e li ho denunciati: i gulag, e tutto il resto che ben sappiamo. il comunismo, quando è stato tentato, ha sbagliato parecchio. però, caro compagno effe, sbagliare è un fatto squisitamente umano, e voglio ricordarti che un errore o cento errori non possono guastare la giustizia e la bellezza di un pensiero politico. avevo un professore di matematica, alle scuole medie, che diceva una cosa intelligente, molto intelligente. diceva: i sistemi politici non sono tutti uguali, anche se tutti sbagliano e hanno sbagliato. la differenza sta nell'idea: l'idea comunista è giusta in teoria e sbaglia solo se non applica la teoria com'è prevista; invece le altre idee sono sbagliate già in teoria e sbaglierebbero comunque quando applicate. essere comunisti, diceva il mio professore, vuol dire avere l'idea giusta e riuscire ad applicarla; vuol dire sperare che l'idea giusta venga applicata come tale, lottare perché venga applicata come tale. era un professore di matematica, ed era un po' contorto: però funziona. perché vedi, caro il mio compagno effe, se tu applichi il comunismo alla lettera e non commetti errori ottieni una società di uomini liberi, tutti uguali e tutti ragionevolmente felici. se tu applichi il capitalismo alla lettera e non commetti errori ottieni una società di 5 figli di puttana molto felici e molto stronzi che si arricchiscono sfruttando 5 milioni di poveracci molto infelici e molto sfruttati. è facile da capire, caro compagno effe, e io penso che quelli che non sono comunisti devono essere un po' tonti o un po' stronzi. certo, il comunismo fa una paura bestiale a quasi tutti: perché ti mette davanti alle cose come sono, ti toglie le bugie di dio e della natura, ti toglie tutte le stupidaggini di cui ti sei imbottito per far finta di essere sano e felice anche se sei solo un povero sfruttato e ti dice: adesso la società sei tu. c'era un filosofo francese comunista che è morto cieco che chiamava tutto questo responsabilità e impegno. non so se l'hai mai letto, caro compagno effe, ma fra le molte cose che diceva alcune davano fastidio anche a certi comunisti: perché prendeva la faccenda seriamente, e diceva che se qualcosa fallisce il responsabile sei anche tu. ecco, caro compagno effe, io sono nata troppo tardi per salvare il comunismo: sono diventata adulta sui cocci del muro di berlino, e avevano già deciso che il comunismo era morto ed era sbagliato. però so che quelli che hanno creduto che il comunismo fosse sbagliato e morto si son fatti fregare, caro compagno effe, e tu l'hai sempre detto. per questo ti ho votato. per questo sono sempre venuta ad aiutarti, quando serviva, e ho fatto il meglio che ho potuto, sempre, insieme a te, perché sono proprio convinta che la responsabilità è mia com'è tua, è di ognuno di noi. non è il numero di aderenti che rende giusta e bella un'idea, caro compagno effe: e se tu fossi l'ultimo individuo comunista sulla terra io continuerei a restare comunista. la storia ha tempi lunghi, caro mio, e ci sono voluti un bel po' di secoli per ottenere tempi migliori. milioni di esistenze i tempi migliori li hanno solo preparati, briciola per briciola, gradino per gradino, e non mi meraviglierei di sapere che anche la mia esistenza dovrà finire diluita e perduta nel lungo fiume della storia: nessuna esistenza vale più di un'altra. quindi resto comunista, caro compagno effe. ero una bambina comunista, sono stata una fanciulla comunista, ora sono una donna comunista e, se vivo abbastanza a lungo, sarò una matura signora comunista e poi sarò anche una vecchietta comunista. certe cose valgono per sempre. perché sono belle, e perché sono giuste.

adesso, io ho un problema serio, caro il mio compagno effe, e te lo spiego brevemente. c'è un grosso pezzo di quello che una volta era il mio partito comunista italiano che non è più comunista da tempo. non so perché così tanti uomini hanno scelto tutti insieme di non essere più comunisti: forse perché erano tonti o stronzi, caro compagno effe. resta il fatto che hanno buttato via l'idea comunista e sono diventati qualcosa che non si capisce cosa sia, ma fa un po' schifo. non parlo a vanvera, caro compagno effe, ho letto i loro programmi per la loro società ideale, e non sono d'accordo. perché per me la società ideale deve avere scuole e ospedali pubblici e accessibili a tutti, deve essere assolutamente laica eccetera eccetera. e quei signori hanno in mente, invece, una versione della società capitalista travestita da liberismo di sinistra. non mi piacciono, caro compagno effe, sono la copia speculare degli altri brutti partiti politici di questo miserabile paese: e se li voto, non mi daranno l'idea comunista. e io voglio l'idea comunista per le ragioni che ti ho già spiegato. fra le tante nefandezze che questi ex-comunisti hanno fatto, caro compagno effe, c'è stata anche una guerra. una brutta guerra. si sono piegati alle menzogne americane e hanno combattuto una guerra stupida e ingiusta. adesso, caro compagno effe, questi signori dicono di essere pacifisti, dicono che la guerra in iraq è una guerra sbagliata. ma sono dei bugiardi, caro mio, perché la guerra non può essere giusta o sbagliata in base alla posizione che occupi in parlamento. noi sappiamo che sono opportunisti, che sono falsi e che hanno tradito un'idea, la nostra idea: dov'è la falce e martello, caro compagno effe, dove l'hanno messa? e dov'è il nome comunista, perché se ne vergognano? già questo basterebbe, caro mio effe, a sapere che sono dei bugiardi. non so perché così tanti uomini che si dicevano comunisti hanno continuato a votarli invece di votare te e il tuo partito comunista, caro compagno effe: forse perché hanno smesso di essere comunisti tutti insieme, o forse perché erano davvero tonti. comunque, per me che sono comunista, questi signori sono dei nemici politici. e non m'importa sapere che ho tanti nemici, da tutte le parti: un'idea non è bella e giusta solo se è popolare, caro compagno effe. un'idea è bella e giusta e basta. non è un prodotto che deve vendere, un'idea. non è un giocattolo, un'idea, e non è un passatempo. questi signori, dunque, sono la prima parte del mio problema.

la seconda parte del mio problema, compagno effe, è che in questo paese di abbondanti stupidi, che per 50 anni è stato governato da un brutto partito cattolico e dagli stati uniti d'america per i quali il mondo è tutta una colonia, a un certo punto sono spuntate cose ancora più brutte: sono spuntati dei secessionisti che hanno iniziato a vagheggiare di "razze e di superiorità", sono spuntati i vecchi fascisti (sì, compagno effe, quelli che avevamo combattuto in spagna, quelli che hanno fatto dell'europa un intero campo di sterminio convinti di essere mandati da dio) vestiti con i vestiti nuovi, e poi è spuntato un tizio, ricchissimo, che ha messo tutti questi insieme, si è inventato uno slogan, ha comprato tutto e s'è piazzato in parlamento perché la gente, quasi tutta, molto istupidita da 50 anni di bugie cattoliche, ha creduto al suo progetto. e questo tizio sta facendo a pezzi il paese, la costituzione e la società civile. un disastro, caro compagno effe. un disastro che neanche potevamo immaginare.

la terza parte del mio problema, caro compagno effe, sei tu. perché domenica, fra le bandiere rosse (le nostre: quelle con la falce e con il martello, non quelle senza), tu sei venuto da me, mi hai presa per un braccio e mi hai detto,

facciamo un pezzo di strada insieme, dai.
e mi hai detto,
il paese è davvero nei guai, babsi.
e io ti ho detto,
lo so, compagno effe.
e poi tu mi hai detto,
è davvero grave, la situazione, babsi.
lo so, ti ho risposto ancora.
e poi mi hai detto:
dovremo allearci con gli ex-comunisti, con i traditori, pur di sconfiggere quel tizio, babsi.
a quel punto io non ho detto più niente. però ti ho tolto la mano dal mio braccio, ti ho spinto indietro e sono andata via, mescolandomi fra i cani, le bandiere, i bambini, le ragazze in bicicletta e i vecchi partigiani. e ho pensato che una bella idea, che un'idea giusta deve sopravvivere. e ho pensato che un'idea, se è bella e giusta, non può essere usata per fare delle cose brutte e ingiuste. e ho pensato che allearsi vuol dire legarsi insieme, essere amici, avere lo stesso progetto. e ho pensato che io non posso avere lo stesso progetto dei miei nemici. e non importa se questi nemici invece di essere brutti e urlanti e cafoni sono educati, colti e sorridenti: sono sempre nemici, compagno effe. e infine, ho pensato che un'idea bella e giusta non può mai ragionare con la triste logica del fine che giustifica i mezzi. perché, compagno effe, nella nostra idea i mezzi devono essere coerenti con il fine, e se non lo sono stiamo già commettendo il primo errore. se vincessimo sporcando la nostra idea sarebbe come perdere, compagno effe. non sottovalutare l'importanza dell'idea. se l'idea si sporca, finisce tutto a rotoli un'altra volta. a questo pensavo, mentre camminavo fra la gente e i cani e le bandiere.

avrei voluto tornare indietro, prenderti per un braccio e dirti,
senti, francesco, dimmi che la pensi come me. dimmi che bertinotti e gli altri non svenderanno il nostro piccolo partito. dimmi che se lo svendono ne fondi uno tu, di partito comunista, e così io avrò ancora un partito da votare.
non sono tornata indietro, non ce n'è stato il tempo, caro il mio compagno francesco che sei iscritto da anni a rifondazione comunista, e ho pensato di scriverti una lettera. perché la situazione è molto brutta, caro francesco, è davvero grave. ho visto excalibur, stasera, in televisione, e c'era uno di questi ex-comunisti in studio. ha detto delle stupidaggini, tante stupidaggini, francesco, anche sulla guerra contro la serbia che il suo partito ha voluto combattere nel '99. ha detto che era una guerra giusta e legittima. ha detto che non c'è motivo di pentirsi, che lo rifarebbero. e io ho pensato che io non darei mai il mio voto a quel signore e al partito di quel signore. non importa quel che possono offrirmi, caro il mio compagno francesco, perché vedi: io ho il dovere di essere responsabile davanti a tutti i comunisti di tutto il tempo di tutti i paesi. io, con le mie scelte, faccio la scelta di ognuno di loro, in tutti i tempi. e se dessi il mio voto a quel signore sbaglierei, cazzo se sbaglierei. sicché, caro francesco, sono rimasta qui a lungo a pensare cosa sarebbe giusto fare, e non lo so. non so a chi domandare, perché non sono rimasti tanti comunisti. non so se mettermi a rileggere gramsci per capire cosa farebbe lui al posto mio. resto qui, fra il pessimismo dell'intelligenza e l'ottimismo della volontà, a dondolare davanti a uno scenario che fa schifo: un tizio ricchissimo che vende un sogno di cartapesta e tutti gli credono e lui fa a pezzetti il paese e la costituzione, le bombe che mandano in fiamme la mia belgrado, gli occhi ciechi del filosofo francese e le ceneri di gramsci. sono realista, francesco caro, vorrei solo l'impossibile: vorrei che il mio partito comunista si presentasse da solo alle elezioni, con un programma comunista e l'idea di una pace comunista che non è mai una pace di opportunità come quella degli ex-comunisti bugiardi. questo vorrei, caro compagno.

hasta la victoria siempre, francesco, o così voglio credere.